Nuoro supera la media nazionale: imprenditoria giovanile +26%, turismo +50% e occupazione in crescita nel primo trimestre 2026
Quando i dati di una provincia dell’entroterra sardo battono sistematicamente le medie nazionali, il dato merita attenzione. Nel primo trimestre del 2026, la provincia di Nuoro ha registrato una natalità imprenditoriale in crescita del 10,7%, mentre a livello nazionale le iscrizioni sono rimaste stabili. Le cessazioni sono diminuite del 10,6%, in controtendenza rispetto al dato italiano, che segnava invece un forte aumento. Il saldo demografico resta lievemente negativo — 456 iscrizioni contro 466 cancellazioni — ma il confronto con lo stesso periodo del 2025 restituisce un miglioramento netto. Sono i numeri dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Nuoro, che fotografano un sistema produttivo capace di muoversi in modo autonomo rispetto alle tendenze generali del paese.
Il dato più significativo riguarda i giovani. Le iscrizioni di nuove imprese under 35 aumentano del 18,4% a Nuoro, contro un +0,3% registrato a livello nazionale. Ancora più marcata la progressione delle imprese giovanili già attive: +26,4% nella provincia nuorese, a fronte di un calo dell’1,8% nel resto d’Italia. È uno scarto che difficilmente si spiega con fattori congiunturali e suggerisce invece qualcosa di più strutturale: un territorio che riesce ad attrarre e trattenere energie imprenditoriali giovani, in un momento in cui molte aree del Mezzogiorno registrano la direzione opposta.
L’andamento delle unità locali aggiunge un livello di lettura ulteriore. Le nuove aperture crescono del 60,6%, mentre le chiusure si riducono del 10,8%. Un’accelerazione di questa portata non riflette solo la nascita di nuove imprese, ma anche la capacità di espansione di realtà già operative. Significa che le imprese esistenti investono, aprono sedi, ampliano la propria presenza sul territorio. È un segnale di fiducia che vale quanto, se non più, dei dati sulla natalità imprenditoriale.
Sul fronte settoriale, il turismo emerge come principale motore di crescita con un incremento delle iscrizioni del 50%. Bene anche i servizi alle imprese, che segnano un +33,3%, il comparto manifatturiero ed energia con un +41,7% e il commercio con un +21,4%. Più deboli le costruzioni, in calo del 5,2%. L’agricoltura si conferma il settore con il maggior numero di nuove iscrizioni in valore assoluto, ma continua a presentare un saldo negativo tra aperture e chiusure. È una criticità strutturale che i dati positivi degli altri comparti non nascondono.
La capacità di relazione economica con il resto della Sardegna è un altro elemento che emerge dall’analisi. Delle 167 nuove unità locali aperte nel trimestre nel territorio nuorese, 42 fanno capo a imprese con sede in altre aree dell’isola. Parallelamente, le imprese nuoresi hanno aperto 22 nuove unità locali nel resto della regione, a fronte di sole 6 chiusure. È una dinamica di integrazione che segnala come la provincia non si muova in isolamento, ma partecipi attivamente agli scambi economici interni alla Sardegna.
Il quadro occupazionale accompagna questi segnali con dati coerenti. Gli addetti complessivi sono 51.964, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare l’incremento sono soprattutto le piccole imprese tra 10 e 49 addetti, che segnano un +6,6%, superando nettamente la media nazionale per la stessa classe dimensionale. Crescono anche le grandi imprese, mentre si registra una lieve contrazione nelle micro-imprese. La stabilità del sistema è confermata dai dati sulle procedure concorsuali: i fallimenti si fermano a 6 casi, un numero contenuto che segnala una sostanziale tenuta del tessuto produttivo locale.
Un elemento di attenzione riguarda la composizione dell’imprenditoria per genere e origine. Le iscrizioni femminili registrano una flessione del 3,3%, contro il -0,7% nazionale. Quelle straniere calano del 36,8%. Sono dati che temperano un quadro altrimenti positivo e segnalano componenti del sistema produttivo che non partecipano alla ripresa con la stessa intensità delle altre. Ignorarli sarebbe un errore di lettura: la crescita di un territorio è più solida quando coinvolge in modo ampio le diverse componenti del suo tessuto imprenditoriale.
Maria Luisa Ariu, responsabile dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Nuoro, legge i dati con una soddisfazione che non rinuncia alla lucidità. «La provincia di Nuoro non sta semplicemente tenendo, ma in diversi ambiti sta mostrando una capacità di crescita superiore alla media nazionale», osserva. Il dinamismo dell’imprenditoria giovanile, la progressione del turismo, la crescita dei servizi e del commercio sono segnali che raccontano un territorio reattivo. Restano fattori di fragilità, aggiunge, ma il confronto con le medie nazionali restituisce l’immagine di una provincia che in molti settori supera l’andamento del paese.
Questa lettura merita una riflessione più ampia. La provincia di Nuoro è spesso citata nelle analisi demografiche come esempio di spopolamento e difficoltà strutturali. I dati del primo trimestre 2026 non smentiscono quelle difficoltà, ma le affiancano con un quadro imprenditoriale che va in direzione diversa. Una provincia può attraversare una fase di contrazione demografica e al tempo stesso esprimere vitalità imprenditoriale. Le due tendenze coesistono e raccontano un territorio in trasformazione, non in declino. Capire quale delle due prevarrà nel medio periodo dipenderà dalla qualità delle politiche di sostegno e dalla capacità del sistema locale di consolidare i segnali positivi che i numeri del primo trimestre hanno messo in evidenza.
