Abbanoa quarta in Italia nella classifica dei gestori idrici: 136 milioni investiti nel 2024 e oltre un miliardo pianificato fino al 2029
Per la prima volta nella storia di Abbanoa, gli investimenti in efficientamento delle infrastrutture hanno superato quota 136 milioni di euro in un singolo anno. È il 2024, e quel numero è anche la premessa di qualcosa di più grande: fino al 2029 sono stati pianificati interventi per oltre un miliardo di euro, distribuiti su 723 cantieri in tutta la Sardegna. È in questo contesto che il Laboratorio Ref Ricerche, il più accreditato istituto di ricerca nel mondo delle utilities italiane, ha collocato Abbanoa al quarto posto nella classifica dei cento maggiori gestori del servizio idrico integrato del Paese.
Davanti al gestore sardo si trovano solo Acquedotto Pugliese, la torinese Smat e la lombarda Cap: realtà che operano in aree metropolitane tra le più popolose d’Italia, con scale dimensionali e bacini di utenza molto superiori. Abbanoa serve circa 750 mila utenze in un territorio insulare, caratterizzato da stagionalità marcata, infrastrutture storicamente eterogenee e una distribuzione geografica che rende la gestione della rete strutturalmente più complessa rispetto alle grandi aree urbane continentali. Essere quarti in questa graduatoria, in queste condizioni, misura qualcosa che va oltre il semplice dato di bilancio.
Il bilancio 2024, approvato dall’assemblea degli azionisti lo scorso aprile con il 99,74% dei voti favorevoli, zero contrari e soltanto lo 0,26% di astenuti, si è chiuso con un risultato d’esercizio positivo di 3,41 milioni di euro e un patrimonio netto di 343,7 milioni. Sono numeri che raccontano una traiettoria: una società pubblica che riesce a chiudere in positivo, mantenendo un patrimonio netto solido, mentre accelera gli investimenti sulla rete. Le due cose tendono a essere in tensione tra loro nella gestione delle utilities. Trovare il punto di equilibrio richiede una disciplina finanziaria e una capacità di pianificazione che non si costruiscono in un anno.
Il piano di investimenti fino al 2029 si basa su una struttura di finanziamento mista. Il 51,4% delle risorse proviene dai ricavi delle bollette, il 48,6% da finanziamenti pubblici. È una ripartizione che distribuisce il carico tra chi usa il servizio e la finanza pubblica, senza appoggiarsi esclusivamente a una delle due fonti. Questo equilibrio ha anche un valore strategico: dipendere troppo dai finanziamenti pubblici espone i piani di investimento ai cicli della spesa statale; dipendere esclusivamente dai ricavi tariffari limita la capacità di intervento su infrastrutture che richiedono risorse superiori a quelle generabili nel breve periodo.
Giuseppe Sardu, presidente di Abbanoa, ha inquadrato il riconoscimento del Laboratorio Ref Ricerche in una prospettiva che guarda oltre la classifica in sé: «La posizione di vertice riflette l’impegno dell’azienda, condiviso con i miei colleghi consiglieri Anna Maria Busia e Cristiano Camilleri, nel miglioramento continuo della qualità del servizio, nella riduzione degli impatti ambientali anche rispetto alle implicazioni dei cambiamenti climatici». È un riferimento che ha un peso specifico per la Sardegna: un’isola che convive con siccità ricorrenti, falde acquifere sotto pressione e una stagionalità turistica che produce picchi di consumo concentrati nei mesi estivi.
Il tema della sicurezza idrica in un territorio come la Sardegna non è una questione astratta. Gestire una rete idrica in un’isola significa fare i conti con la dipendenza dagli invasi, con la vulnerabilità delle sorgenti durante le estati sempre più lunghe e con l’esigenza di distribuire acqua a comunità disperse su un territorio vasto, alcune delle quali raggiungibili solo attraverso infrastrutture che risalgono a decenni fa. Gli oltre 700 interventi pianificati fino al 2029 rispondono a questa complessità in modo sistematico.
Stefano Sebastio, direttore generale di Abbanoa, ha sottolineato la dimensione di sistema che il risultato implica: «Essere quarti in Italia significa che Abbanoa rappresenta un pilastro per lo sviluppo e la sicurezza idrica del territorio servito, contribuendo al benessere delle comunità e alla competitività del sistema economico locale». La connessione tra infrastruttura idrica e competitività economica è spesso sottovalutata nel dibattito pubblico. Eppure la disponibilità di acqua in qualità e quantità adeguate è una condizione necessaria per il funzionamento di interi comparti produttivi, dall’agroalimentare al turismo, che in Sardegna hanno un peso rilevante sull’economia regionale.
La classifica del Laboratorio Ref Ricerche misura i gestori su un insieme di indicatori che includono qualità del servizio, efficienza operativa, capacità di investimento e impatto ambientale. Posizionarsi al quarto posto su cento significa che Abbanoa ha ottenuto valutazioni superiori a novantasei altri gestori distribuiti su tutto il territorio nazionale. Per una società pubblica che opera in un contesto insulare, con tutte le complessità che questo comporta, il risultato ha un significato che supera il valore numerico della graduatoria.
Il miliardo pianificato per il periodo 2024-2029 è il capitolo successivo di questo percorso. Settecento ventitré interventi significano settecento ventitré occasioni per migliorare la rete, ridurre le perdite, ammodernare gli impianti e costruire una infrastruttura idrica capace di reggere le pressioni che i prossimi decenni porteranno con sé, in termini di domanda, di clima e di aspettative di qualità da parte di utenti sempre più informati. Essere quarti oggi non garantisce nulla per il futuro. Investire con questa sistematicità costruisce le condizioni perché il risultato si possa ripetere.
