Il nuovo palasport di Sassari prende forma: dodici capriate in acciaio, 5,1 milioni di investimento e la corsa verso dicembre
Le prime due capriate in acciaio sono già in cima ai pilastri. Le altre dieci seguiranno nelle prossime settimane, sollevate da gru da cantiere eccezionale e sistemate una per una a formare la copertura del nuovo palasport di via Kennedy a Sassari. È un passaggio che cambia visivamente un cantiere rimasto per mesi apparentemente immobile, mentre in realtà buona parte della struttura veniva costruita altrove: pareti, gradoni, strutture in cemento armato e carpenterie metalliche in acciaio sono state prefabbricate fuori dall’area e sono ora pronte per essere montate.
La prefabbricazione è stata proposta come offerta migliorativa da Angius Costruzioni, capofila della Rti che si è aggiudicata l’appalto integrato di progettazione ed esecuzione. Ha permesso di portare avanti i lavori anche nei mesi in cui il cantiere sembrava fermo, trasformando un vincolo di visibilità in un vantaggio operativo. Completata la copertura, il passo successivo sarà la tamponatura del lato sud e poi il montaggio degli altri elementi prefabbricati.
Il cantiere ha incontrato nel percorso un ostacolo significativo. Durante gli scavi per le fondamenta era emersa una grossa perdita nella condotta idrica cittadina, con una grande quantità d’acqua che affiorava dal terreno. Prima la ricerca dell’origine del problema, poi il confronto tra Comune e gestore della rete, infine l’intervento di riparazione: Abbanoa ha comunicato di avere risolto definitivamente la perdita. Era stato questo problema, scoperto la scorsa estate, a provocare uno dei rallentamenti più pesanti dell’intera operazione.
La conseguenza diretta è stata una proroga concessa dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha spostato il termine di consegna a dicembre. Una proroga che ha avuto un peso decisivo: ha messo in sicurezza il finanziamento PNRR e ha consentito al Comune di proseguire i lavori senza perdere le risorse già assegnate. Il valore complessivo dell’appalto ha raggiunto 5 milioni e 137mila euro. La base è costituita dai 3,5 milioni del PNRR, ai quali si sono aggiunti 700mila euro del Fondo per le opere indifferibili e tre tranche di cofinanziamento comunale da 300mila, 500mila e 137mila euro.
Il progetto è stato pensato dall’amministrazione precedente e messo a bando nel dicembre 2022. L’impianto sarà destinato principalmente a pallavolo, pallamano e calcio a cinque, discipline che da anni a Sassari si contendono palestre scolastiche non sempre disponibili o omologabili per le categorie superiori. La carenza di spazi adeguati ha frenato per anni la crescita di queste realtà sportive cittadine. Un palasport dedicato cambia le condizioni di base per società, atleti e tifosi.
La capienza prevista è di 2.366 posti, con la possibilità di arrivare in futuro a circa 3.100 attraverso la realizzazione di una terza tribuna su uno dei lati corti. La nuova struttura dovrà permettere a Sassari di ospitare tornei e manifestazioni di livello nazionale e internazionale. Il progetto include anche opere complementari legate alla viabilità, ai parcheggi e al verde, per distribuire sul quartiere i benefici del nuovo impianto senza scaricarvi il peso logistico.
La visione che accompagna la costruzione va oltre il singolo edificio. L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare Latte Dolce in un polo cittadino dello sport, mettendo a sistema palasport, piscine, palestra e Stadio dei Pini. «Il palasport di via Kennedy è il segno dell’attenzione che vogliamo rivolgere a ogni parte della città, dal centro alle periferie sino alle borgate rurali e costiere», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Mascia. «Ogni quartiere e ogni pezzo di Sassari meritano di stare dentro un progetto complessivo e di assumere un ruolo e delle funzioni specifiche. Latte Dolce può diventare un polo per lo sport, che peraltro non è un veicolo secondario di socialità e di formazione».
L’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Sanna ha inquadrato la fase attuale con altrettanta chiarezza: «Stiamo lavorando alacremente per completare nei tempi l’opera e dare una nuova casa a numerose società sportive cittadine». Con le prime capriate già issate e la perdita idrica risolta, i quattro mesi che separano dall’obiettivo di dicembre sono il capitolo finale di un cantiere che ha attraversato ritardi, imprevisti e soluzioni tecniche non banali.
La corsa contro il calendario è iniziata. Le capriate salgono una per una, il cantiere prende forma in modo visibile per la prima volta e Sassari si avvicina a un impianto sportivo che la città aspetta da anni.
