Ex Keller di Villacidro torna a produrre dopo 17 anni: Bertolotti Spa rilancia la fabbrica di carrozze ferroviarie nel Medio Campidano
Diciassette anni fa le porte si erano chiuse. Dodici anni fa era arrivato il fallimento. Nel mezzo, la zona industriale di Villacidro aveva tenuto in piedi un capannone vuoto che per molti era diventato il simbolo di qualcosa di irrecuperabile. Questo pomeriggio, nella sala conferenze del Consorzio Industriale, quel simbolo ha cambiato segno.
La storica fabbrica di carrozze ferroviarie ex Keller riapre. Ad aggiudicarsi il sito è Bertolotti Spa, società toscana attiva nel mercato internazionale dello sviluppo di veicoli ferroviari. Il piano di reindustrializzazione è stato presentato alla presenza della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, del presidente del Consorzio Industriale Enrico Caboni e del CEO di Bertolotti Spa Luca Barneschi.
La scelta di Bertolotti non è casuale. L’azienda opera in un segmento industriale preciso, quello dei veicoli ferroviari, che corrisponde direttamente alla vocazione storica del sito. Riportare in vita un impianto con una competenza esterna che però si inserisce nella stessa filiera produttiva significa non ricominciare da zero: il know-how specifico del settore può innestarsi su infrastrutture già orientate a quel tipo di produzione, riducendo i tempi e i costi di riconversione.
Due fattori hanno guidato la valutazione di compatibilità del sito: l’energia e la logistica. La presidente Todde ha sottolineato come la vicinanza con i porti abbia rappresentato un elemento determinante nella valutazione di sostenibilità del piano. Per un’industria che produce veicoli ferroviari destinati a mercati internazionali, la catena logistica è una variabile critica. Villacidro, nel Medio Campidano, non è un polo industriale con le infrastrutture di connessione delle aree costiere, ma la prossimità ai porti sardi apre possibilità concrete per l’export che hanno convinto Bertolotti a guardare in quella direzione.
«Con questa riapertura dimostriamo che in Sardegna è possibile investire e portare avanti un’attività industriale», ha dichiarato l’assessore Cani. È una frase che pesa più di quanto sembri. La Sardegna ha una storia industriale segnata da molte chiusure e da poche riaperture: ogni caso in cui un sito dismesso torna a produrre ha un valore che va oltre i numeri dell’occupazione diretta. Cambia la percezione del territorio come destinazione di investimento industriale, e quella percezione ha effetti che si misurano nel tempo.
Il Consorzio Industriale ha avuto un ruolo centrale in questo percorso. Nel 2025 ha riacquisito la proprietà della ex Keller, una mossa che ha tolto l’immobile da una condizione di stallo e lo ha rimesso in condizione di essere oggetto di un progetto industriale credibile. Enrico Caboni ha descritto il rischio reale che si è corso: «C’era il possibilità di un definitivo abbandono». La differenza tra un sito che viene abbandonato definitivamente e uno che viene recuperato passa spesso dalla capacità delle istituzioni locali di intervenire attivamente nella fase di transizione, impedendo che il tempo trasformi una difficoltà temporanea in una perdita permanente.
La scelta di Bertolotti Spa come partner industriale è stata il risultato di una ricerca orientata a trovare un soggetto con gli strumenti reali per investire. «Abbiamo voluto insistere su un filone di attività per rilanciare questa produzione con imprenditori seri», ha detto l’assessore Cani. La parola “seri” in questo contesto ha un significato preciso: un operatore con esperienza nel settore, con una presenza consolidata nei mercati internazionali e con la capacità finanziaria di sostenere un piano di reindustrializzazione di questa portata.
Per il territorio del Medio Campidano, la riapertura della ex Keller ha implicazioni che vanno oltre il sito di Villacidro. Una fabbrica operativa genera un indotto: fornitori, servizi, mobilità di lavoratori. Crea abitudine all’industria, mantiene competenze nel territorio, produce un effetto di attrazione per altri investimenti. Quando un capannone resta vuoto per diciassette anni, quello stesso effetto funziona al contrario: segnala che il territorio non è in grado di trattenere l’attività produttiva, e quel segnale scoraggia chi potrebbe valutare di insediarsi.
La storia della ex Keller è anche una storia di tempo. Diciassette anni sono un’intera generazione di lavoratori che ha visto aprirsi e chiudersi quella porta. Il piano di reindustrializzazione non cancella quella storia, ma offre la possibilità di scriverne un capitolo diverso. Quello che accadrà nei prossimi mesi, con l’avvio concreto delle attività di Bertolotti Spa, dirà quanto quella possibilità diventerà realtà.
