Premio Vermentino, dieci anni di letteratura e vino: a Olbia la decima edizione condotta da Clizia Fornasier
Duecento scrittori in concorso, trentaquattro menzioni d’onore, nove vincitori assoluti. Dietro questi numeri c’è un’idea nata nel 2017, quando la Camera di Commercio di Sassari ha scommesso su un’intuizione che allora poteva apparire azzardata: unire l’economia del vino alla forza delle parole. Dieci anni dopo, il Premio nazionale letterario Vermentino arriva alla decima edizione, con la cerimonia finale fissata a Olbia per sabato 10 ottobre 2026.
A condurre la serata sarà Clizia Fornasier, attrice e scrittrice che lo scorso anno era tra i finalisti del concorso e che oggi si trova a guidare l’evento da protagonista del palco. Il passaggio di consegne segna anche un cambio generazionale nella conduzione: dopo gli anni affidati a Neri Marcorè, il Premio Vermentino affida la propria immagine pubblica a una figura che porta con sé una doppia competenza, quella della scrittura e quella della performance scenica.
Il Premio nasce da un’intuizione della Camera di Commercio di Sassari, sostenuta nel tempo dai comuni di Olbia e Castelnuovo Magra, e si è consolidato come appuntamento nazionale dedicato alle opere capaci di raccontare la civiltà della vite, il lavoro nei campi, i territori e le storie legate ai filari. È un format che lega due mondi spesso distanti tra loro: quello della produzione vitivinicola, con la sua dimensione economica e identitaria, e quello della narrativa, capace di trasformare un paesaggio agricolo in materia letteraria.
L’albo d’oro del concorso racconta la varietà di voci che si sono confrontate in questo decennio. Tra i nove vincitori assoluti, sei autrici e tre autori: Alessia Coppola, Gesuino Némus, Fabrizio Borgio, Felicia Kingsley, Luca Ammirati, Roberta Schira e Cristina Caboni. Nomi diversi per stile e provenienza, uniti dalla capacità di raccontare il territorio rurale e la cultura del vino attraverso linguaggi narrativi differenti.
L’edizione 2026 conferma la dimensione nazionale raggiunta dal Premio: ventiquattro case editrici e trenta opere in concorso, con marchi del calibro di Piemme, HarperCollins Italia, Einaudi, Fazi, Rizzoli, Arkadia, Fratelli Frilli, Ensemble, Kellermann, Ampelos e Laura Capone Editore. La manifestazione si fregia dell’alto patrocinio di Unioncamere e dell’Associazione Librai Italiani, due riconoscimenti che ne certificano il peso sia sul fronte imprenditoriale che su quello della distribuzione editoriale.
Negli anni, il percorso del Premio si è ampliato con nuovi format. Nel 2023 è nato il Premio Territorio, pensato per valorizzare i legami con le identità locali. Nel 2025 è stata introdotta la Menzione Narrativa Straniera, dedicata alle opere tradotte in cui il vino diventa elemento narrativo, un segnale della crescente attenzione internazionale verso un genere che lega cultura enologica e racconto letterario.
Stefano Visconti, presidente della CCIAA di Sassari, sintetizza il significato del traguardo raggiunto: «Dieci anni fa abbiamo scommesso su un’intuizione ambiziosa: unire l’economia del vino alla forza delle parole. Oggi il Premio Vermentino è una realtà nazionale consolidata, capace di valorizzare il lavoro dei nostri produttori e la ricchezza culturale di un intero territorio in crescita». Per Clizia Fornasier, il salto da finalista a conduttrice rappresenta un momento di rilievo personale: «Il Vermentino non è solo un vino, è un generatore di storie. Porterò sul palco la mia passione per la scrittura, celebrando l’energia e la sensibilità di queste splendide pagine».
Sabrina Serra, per il Comune di Olbia, sottolinea la funzione educativa dell’iniziativa: «Il Premio Vermentino è anche un potente strumento di formazione e crescita culturale per i nostri giovani. Investire sulla cultura del territorio significa educare le nuove generazioni a riconoscere il valore delle proprie radici e a trasformarle in opportunità future di sviluppo». Tiziana Pompei, per Unioncamere, inquadra il progetto in una prospettiva più ampia legata al Made in Italy: «Sosteniamo con convinzione questo premio perché rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione del Made in Italy. Unire la filiera vitivinicola alla cultura significa dare forza alle nostre imprese e promuovere l’identità dei territori italiani su scala nazionale».
Il legame specifico con la Gallura emerge nelle parole di Marco Piro, del Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG: «Il nostro vino è un ambasciatore di cultura e questa decima edizione ne consacra il legame con la grande letteratura. Dietro ogni bottiglia ci sono storie di uomini e paesaggi; vederle trasformate in romanzi è il modo più alto per celebrare la nostra eccellenza gallurese». Paolo Ambrosini, presidente nazionale dell’Associazione Librai Italiani, richiama invece il ruolo delle librerie nella diffusione del Premio: «L’accordo punta a far conoscere il Premio e le opere in gara direttamente nelle librerie. Portare questi libri sugli scaffali significa farne scoprire il valore ai lettori, trasformando ogni libraio in un custode di storie che celebrano la cultura enologica e l’identità del territorio».
Il verdetto della decima edizione sarà affidato a una giuria composita, che riflette la natura multipla del Premio: Stefano Visconti come presidente per la CCIAA di Sassari, Sabrina Serra per il Comune di Olbia, Katia Cecchinelli per il Comune di Castelnuovo Magra, Giorgio Demuru per il Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG, il giornalista Marco Ledda, Annamaria Giannetto Pini per il Consorzio Tutela Vini DOP e IGP Colli di Luni e Marco Rezzano per l’Enoteca Regionale Ligure. Una composizione che intreccia istituzioni, produttori e cultura, lo stesso intreccio che da dieci anni definisce l’identità del Premio Vermentino.
