Pecorino Romano, nasce PR Service: i produttori della filiera si uniscono per governare scorte, mercati e remunerazione degli allevatori
Tremila tonnellate di Pecorino Romano fuori dal mercato. Non come resa, ma come scelta. È questa la prima azione concreta di PR Service, la società appena costituita dai produttori della filiera del Pecorino Romano, e dice già molto sulla logica che la governa: intervenire prima che il problema diventi irreversibile, con uno strumento costruito per durare.
La nascita di PR Service segna un passaggio che nel comparto non si era ancora visto. Per la prima volta, le imprese private e le cooperative della filiera hanno scelto di costruire insieme un soggetto operativo comune. A rendere possibile l’operazione è stato il lavoro condiviso tra i produttori, il Consorzio del Pecorino Romano, la Regione Sardegna e la Sfirs. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio, descrive il ruolo svolto con una sintesi precisa: «Emersa questa esigenza, il Consorzio ha favorito la nascita di questo soggetto, aiutando le imprese private e le cooperative a mettersi per la prima volta insieme per essere più forti e competitive, a vantaggio poi dell’intera filiera».
L’idea di fondo è quella di uno strumento strutturale, concepito per operare nel tempo e integrare le funzioni già esistenti del Consorzio. La distinzione conta. Le crisi di settore generano spesso risposte emergenziali, utili nel breve periodo ma incapaci di modificare le condizioni che le hanno prodotte. PR Service nasce con un mandato diverso: costruire capacità di azione collettiva che rimanga operativa anche quando l’urgenza immediata si attenua.
Il primo intervento misura subito la serietà dell’intenzione. Il ritiro di 3.000 tonnellate di formaggio dal mercato è un’operazione di destocking volta a ripristinare l’equilibrio tra produzione e disponibilità di prodotto. Il meccanismo scelto è graduale: il formaggio ritirato non sparisce dalla catena commerciale, ma viene reimmesso poco alla volta nei periodi in cui la disponibilità scende per effetto della programmazione produttiva. Le scorte smettono così di essere un elemento passivo e diventano una risorsa da governare nel tempo, con l’obiettivo di sostenere il valore del formaggio e, a monte, il reddito di chi produce il latte.
La remunerazione degli allevatori è il punto di riferimento esplicito dell’intera operazione. Maoddi lo dice con chiarezza: «I produttori hanno deciso di unirsi e di dare un segnale forte al mercato. Vogliamo difendere, nel tempo, il valore dei nostri magazzini e la giusta remunerazione del lavoro degli allevatori». La costruzione degli strumenti necessari, aggiunge, avviene in stretto coordinamento con Sfirs, con la Regione attraverso l’assessorato dell’Agricoltura e con il sistema finanziario.
Il destocking è il primo tassello di un programma più ampio. PR Service lavora su più fronti: la programmazione produttiva, le iniziative per la vendita del latte, il miglioramento qualitativo continuo sia della materia prima che del prodotto finito. La società si occuperà dell’aggregazione e della concentrazione dell’offerta, con attenzione specifica alle strutture che finora hanno avuto maggiori difficoltà a organizzare una presenza commerciale efficace. Rientrano nel perimetro operativo anche la partecipazione a bandi per indigenti nazionali e internazionali e il coinvolgimento in progetti di filiera che possono portare risorse e visibilità al comparto.
Il Pecorino Romano è uno dei formaggi italiani con la storia commerciale più lunga. Prodotto con latte ovino in Sardegna, nel Lazio e in provincia di Grosseto, ha una DOP che ne tutela origine e processo produttivo. Il mercato principale è da decenni quello nordamericano, dove la domanda si concentra su un prodotto grattugiato utilizzato nella cucina quotidiana. Questa esposizione verso un unico mercato di riferimento ha reso il comparto sensibile alle oscillazioni della domanda estera e alle dinamiche di prezzo che ne derivano. La volatilità del valore del prodotto si trasferisce a valle lungo tutta la filiera, fino alla remunerazione del latte ovino alla stalla.
È in questo contesto che la nascita di PR Service assume un significato che va oltre la gestione delle scorte. La capacità di agire collettivamente su produzione, mercato e qualità è la condizione necessaria perché un comparto frammentato riesca a difendere il valore del proprio prodotto nel tempo. L’unione tra imprese private e cooperative che fino ad oggi avevano operato in modo autonomo rappresenta un cambio di postura: dal mercato come variabile esogena da subire, al mercato come spazio in cui intervenire con strumenti condivisi.
Per il Pecorino Romano, e per l’allevamento ovino sardo che ne è alla base, la costruzione di questo soggetto è una risposta di sistema a una questione che le singole imprese, per quanto efficienti, non avrebbero potuto affrontare da sole. La remunerazione degli allevatori dipende dal prezzo del formaggio, che dipende dall’equilibrio tra offerta e domanda, che dipende dalla capacità della filiera di coordinarsi. PR Service è il punto in cui quella catena di dipendenze prova a diventare una catena di decisioni condivise.
