Piano di internazionalizzazione nautica, Forbes alla Fiera di Olbia e 43,5 milioni di export: la Sardegna cambia strategia sul mare

Nel 2025 l’export nautico della Sardegna ha raggiunto 43,5 milioni di euro, con una crescita del 47% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, nelle acque della Gallura sono stati monitorati 3.114 yacht unici, 347 superyacht associati ai rispettivi proprietari e oltre 92.000 presenze. Il valore stimato delle imbarcazioni presenti nell’area supera i 14,7 miliardi di euro. Sono numeri che raccontano qualcosa che la Sardegna sa da tempo di essere: uno dei poli mondiali dello yachting. La domanda che si sta ponendo adesso è diversa: può diventare anche un polo produttivo, formativo e di investimento nel settore della nautica?

La risposta che il Piano di internazionalizzazione dell’industria nautica sarda sta costruendo è affermativa. Il progetto, che vede il Cipnes Gallura come soggetto attuatore, muove da una premessa precisa: essere una destinazione di lusso per armatori e turismo di alta gamma è un punto di partenza, non un punto di arrivo. L’obiettivo è trasformare quella visibilità internazionale in un ecosistema capace di attrarre capitali, sviluppare competenze, sostenere la cantieristica e generare nuove filiere produttive legate alla blue economy.

«La nautica rappresenta una straordinaria opportunità per la Sardegna perché mette insieme turismo di alta gamma, manifattura, tecnologia, formazione e capacità di attrarre investimenti», hanno spiegato Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura, e Aldo Carta, direttore generale. «L’obiettivo è creare un collegamento stabile tra le imprese sarde e i mercati internazionali, portando le nostre aziende all’estero e, allo stesso tempo, portando nell’isola capitali, imprese e competenze». È una logica bidirezionale che distingue questo approccio da quello di una semplice strategia promozionale: non si cerca solo visibilità, si cercano insediamenti produttivi e partnership industriali.

Il cuore operativo della strategia è la Fiera Nautica di Sardegna, giunta alla quinta edizione a Olbia dal 7 al 10 maggio. I numeri dell’edizione più recente raccontano una crescita consolidata: circa 150 espositori, oltre 250 imbarcazioni e più di 100 relatori tra aziende italiane e internazionali, startup, università, centri di ricerca, istituzioni e operatori finanziari. La fiera ha progressivamente ampliato la propria identità, trasformandosi da salone espositivo a laboratorio sul futuro dell’economia del mare, con un confronto su innovazione, sostenibilità, digitalizzazione, nuovi carburanti e formazione.

Durante la fiera è stato presentato lo studio “La Repubblica Marinara”, primo lavoro del Centro Studi Cipnes Gallura-UniOlbia dedicato all’industria nautica e navale italiana e sarda. La presenza di Forbes Italia all’interno dell’evento ha aggiunto una dimensione editoriale significativa: la testata ha curato una serie di talk dedicati alla nuova imprenditoria italiana, portando sul palco talenti under 30 chiamati a raccontare come la loro generazione sta interpretando il futuro della nautica. È un segnale del livello di attenzione che la Fiera Nautica di Sardegna sta cominciando ad attrarre: quando Forbes sceglie un evento come sede dei propri contenuti, lo fa perché quel contesto ha già una rilevanza che va oltre il perimetro locale.

I dati dello studio fotografano un settore di peso significativo a livello nazionale: 14 miliardi di euro di produzione industriale, oltre 1.000 imprese, circa 32.000 addetti e un export che nel 2025 ha raggiunto 10,3 miliardi di euro, con una crescita del 39% rispetto all’anno precedente. L’Italia mantiene una posizione dominante nel settore dei superyacht, con circa il 63% dei progetti mondiali. La Sardegna contribuisce a questo sistema con un export in forte crescita e una concentrazione di imbarcazioni di alto valore che non ha eguali nel Mediterraneo.

La strategia di internazionalizzazione si struttura attorno a una presenza nei principali appuntamenti mondiali del settore: dal Cannes Yachting Festival al Fort Lauderdale International Boat Show, dal boot Düsseldorf al Metstrade Amsterdam, fino alla Milano Design Week. La logica che guida questa presenza è precisa: le missioni nelle fiere estere portano la produzione sarda nei mercati internazionali, mentre la Fiera Nautica di Sardegna porta in Sardegna imprese, buyer, investitori e competenze internazionali. I due flussi si alimentano a vicenda, costruendo una rete di relazioni che nel tempo si traduce in opportunità concrete per le aziende del territorio.

I risultati di questo percorso stanno già emergendo. Numerose imprese estere incontrate nell’ambito delle attività di promozione internazionale hanno avviato, con il supporto del Cipnes Gallura, percorsi operativi per insediare attività e realizzare investimenti in Sardegna. La campagna “Sardinia. The Sea of Italy” sintetizza questa ambizione: un’isola che non è soltanto una destinazione da vivere, ma un territorio dove produrre, innovare e investire.

La trasformazione industriale richiede competenze, e su questo fronte il progetto coinvolge il sistema universitario di Olbia. I corsi dell’Università di Cagliari dedicati all’ingegneria navale e alle tecnologie industriali elettriche e aeronautiche, sostenuti da UniOlbia e finanziati dalla Regione Sardegna, attirano studenti anche dal resto della penisola. Olbia si sta configurando come polo formativo nazionale per le professioni del mare. A supportare questa crescita contribuiscono i nuovi alloggi universitari realizzati nell’area dell’ex Geovillage, con 464 posti disponibili: un investimento sull’attrattività del territorio che rafforza la presenza universitaria in modo strutturale.

La Sardegna parte da una posizione di forza che pochi territori nel Mediterraneo possono vantare. Trasformarla da rendita di posizione in sistema produttivo organizzato è il lavoro che il Piano di internazionalizzazione sta avviando. L’export a 43,5 milioni con una crescita del 47% in un anno è già un segnale. Il percorso che porterà da quel numero a qualcosa di più strutturato è ancora lungo, ma la direzione è definita.