Abbi Group e All Together contro il bullismo: a Oristano parte “Stare al Mondo”, percorso educativo nelle scuole medie
C’è un filo che collega la storia di un’impresa commerciale nata nel secondo dopoguerra con una mattina trascorsa nella Scuola secondaria di I° grado “Grazia Deledda” a parlare di bullismo con ragazzi e insegnanti. Quel filo si chiama responsabilità, e nel caso del Gruppo Abbi ha radici che affondano nella Sardegna della ricostruzione, quando i Fratelli Ibba avviarono un’attività di commercializzazione di prodotti di prima necessità con la consapevolezza che fare impresa significa anche fare parte di una comunità.
Ieri, nella scuola media di via Torino a Oristano, è partito “Stare al Mondo”, il percorso formativo ed educativo sulla prevenzione del bullismo promosso da All Together in collaborazione con Abbi Group. Un progetto che porta nelle aule scolastiche un lavoro strutturato su temi che la cronaca restituisce con frequenza crescente e che le scuole, spesso da sole, faticano ad affrontare con gli strumenti adeguati. Il formatore ed educatore Vittorio Sanna ha guidato la prima sessione: bambini, insegnanti e dirigente scolastica hanno partecipato a un’esperienza che, stando alle reazioni raccolte al termine della mattinata, ha lasciato un segno positivo e un senso condiviso di valore.
La scelta di Abbi Group di sostenere questo tipo di iniziativa non è casuale, e per comprenderla fino in fondo vale la pena leggere la storia del gruppo con attenzione. L’azienda nasce in Sardegna nel secondo dopoguerra dall’iniziativa dei Fratelli Ibba, che avviarono un’attività commerciale partendo dalla distribuzione di beni essenziali. Era un’epoca in cui fare impresa nel Mezzogiorno significava costruire qualcosa dal niente, con risorse limitate e mercati ancora da definire. Quell’origine ha impresso al gruppo una cultura che oggi, alla seconda generazione, si traduce in una presenza capillare sul territorio e in una visione che non separa la crescita economica dall’ancoraggio alla comunità.
I numeri del Gruppo Abbi fotografano una realtà industriale di rilievo nazionale. La rete conta oltre 670 punti vendita, distribuiti tra la Sardegna, il Centro Italia e il Nord-Ovest, in parte gestiti direttamente e in parte affidati a imprenditori partner che condividono i valori del gruppo. Il fatturato nel mercato al consumo supera 1,4 miliardi di euro, la squadra di collaboratori conta oltre 5.000 persone. A questo si aggiunge la presenza nel settore della distribuzione all’ingrosso attraverso cinque Centri Cash, che da anni servono circa 16.000 professionisti del canale Horeca e del retail alimentare. Sono cifre che raccontano un gruppo solido, ma che da sole non spiegano la decisione di investire in un progetto come “Stare al Mondo”. Per capirla, bisogna tornare al punto di partenza: un’impresa che si è costruita dentro le comunità in cui opera non può permettersi di considerarle solo come mercato.
Il bullismo è una delle questioni più complesse che la scuola italiana si trova ad affrontare oggi. Le forme che assume sono cambiate negli anni — l’avvento dei social ha aggiunto una dimensione digitale che amplifica i meccanismi di esclusione e sopraffazione — ma la sostanza rimane quella di sempre: giovani che faticano a stare in relazione con gli altri in modo sano, e che spesso non hanno gli strumenti per riconoscere e nominare ciò che vivono. I percorsi educativi strutturati, condotti da professionisti con formazione specifica, offrono alle scuole un supporto che la sola didattica ordinaria non riesce a garantire. La presenza di un educatore come Vittorio Sanna — figura di riferimento nel campo della formazione giovanile — dà al progetto una solidità metodologica che distingue “Stare al Mondo” da iniziative più occasionali.
La partnership tra All Together e Abbi Group costruisce un modello che merita di essere osservato con attenzione. Da un lato, un’organizzazione specializzata in percorsi formativi ed educativi che porta competenze specifiche e un metodo consolidato. Dall’altro, un gruppo imprenditoriale con una presenza territoriale capillare e le risorse per sostenere progetti di lungo periodo. La combinazione produce qualcosa che né l’uno né l’altro potrebbero realizzare da soli: un intervento educativo che raggiunge le scuole con continuità e con la credibilità che deriva dal sostegno di un soggetto economico radicato nel territorio.
La responsabilità sociale d’impresa, quando è praticata in modo coerente con la storia e i valori di chi la esercita, smette di essere una voce di bilancio e diventa parte integrante del modello di business. Abbi Group ha costruito la propria presenza in Sardegna e in Italia lavorando fianco a fianco con le comunità locali, dai fornitori agli imprenditori partner fino ai consumatori finali. Scegliere di investire nella prevenzione del bullismo nelle scuole del territorio è la continuazione logica di questa storia, non una deviazione rispetto al core business.
Per i ragazzi della scuola media di via Torino, la mattinata di ieri è stata qualcosa di diverso dalla lezione ordinaria. È stata un’occasione per parlare di relazioni, di confini, di rispetto — con un linguaggio accessibile e un metodo pensato per la loro età. Che questo sia stato reso possibile dalla sensibilità di un gruppo commerciale che fattura miliardi è, in fondo, la notizia più interessante di questa storia.
