Anna Marras, AD di Acrobatica Group a Management Tips: da 12 persone in un garage a oltre 3.000, con la fioritura delle persone come metodo di crescita
Nel 2007, Anna Marras arriva per la prima volta nella sede di Edilizia Acrobatica. Ha in mano un TomTom e gira mezz’ora in tondo, convinta di aver sbagliato indirizzo. L’indirizzo era giusto: era un garage soppalcato in via Riese, Genova, con una scala a chiocciola, il cemento e le cuffie sul pavimento, e dodici persone in organico. Il fatturato dell’anno precedente era stato di 676.000 euro. Anna lo ha raccontato durante la sua ospitata al podcast Management Tips di Andrea Podda e Giada Melis, con quella precisione numerica che rivela chi conosce bene da dove viene.
Acrobatica Group conta oggi 3.066 persone e ha chiuso l’ultimo esercizio con un fatturato intorno ai 160 milioni di euro. Opera in Italia con 150 filiali, in Francia, in Spagna, nel Principato di Monaco, negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita. Nelle sole aree del Golfo, dove Anna Marras segue direttamente lo sviluppo, si sono superate le 500 risorse da una base di partenza inferiore a 200. Il modello è sempre lo stesso: cominciare dalle persone che ci sono, credere nel loro potenziale, costruire un ambiente in cui quel potenziale possa emergere.
Acrobatica lavora in doppia fune di sicurezza, appendendo i propri operatori agli edifici per intervenire sulle facciate senza ponteggi. Ma nella conversazione con Podda e Melis, la tecnica è rimasta sullo sfondo. Al centro c’è l’altra cosa che ha costruito l’azienda: la cultura delle persone. Anna usa una parola precisa per descrivere il suo approccio alla gestione delle risorse umane. Non gestione, appunto. Fioritura. Ha un animo un po’ contadino, dice, e quindi preferisce l’immagine di qualcosa che cresce rispetto a quella di qualcosa che viene amministrato.
L’Academy interna nasce il primo giorno in cui Anna entra in società con Riccardo Iovino, fondatore di Acrobatica. Ogni mese, le persone smettevano di andare in cantiere e si fermavano a studiare. Non tecniche di produzione o procedure operative, almeno non solo. Si affrontavano temi come gestire le relazioni familiari difficili, comunicare meglio, migliorare la gestione personale del denaro. Anna ha iniziato insegnando agli operai a fare il piano finanziario personale. Per un po’, racconta, pensavano fosse un’assistente sociale. Poi sono diventate le mogli dei muratori a ringraziarla. Tre di quelle dodici persone di partenza sono oggi nel management del gruppo.
Riccardo Iovino è morto due anni fa, in un incidente in mare, a 58 anni. Anna si è trovata ad amministrare l’intero gruppo senza una transizione pianificata, senza un passaggio preparato. Nel periodo tra la sua scomparsa e oggi, Acrobatica è cresciuta di mille persone. Durante il podcast, Anna descrive quei giorni con una parola insolita per un contesto aziendale: famiglia. Le persone del gruppo si sono mosse come in una famiglia che affronta qualcosa di difficile insieme, perché per anni erano state trattate esattamente come tali.
A Management Tips, Anna ha condiviso tre indicazioni concrete per chi guida un’impresa e vuole costruire un ambiente in cui le persone crescano. La prima è avere fede nel potenziale degli altri, che deriva dalla stima che si ha di sé stessi. La seconda è costruire sistemi di misurazione che permettano alle persone di vedere il proprio stato di avanzamento: le persone sono motivate quando si sentono contributive, e per sentirsi contributive devono poter misurare. La terza è perseverare, avere la pazienza di chi coltiva qualcosa sapendo che i risultati non sono immediati. È la stessa metafora contadina che percorre tutto il suo ragionamento: una madre non attende il figlio in modo passivo, ma nemmeno impaziente.
Il tema del riconoscimento delle donne nei ruoli chiave è un asse centrale nel percorso di Anna e nell’organizzazione di Acrobatica. CFO, HR manager, responsabile della sicurezza, responsabile HR sono donne. Ci sono operatrici su fune. La sua tesi, espressa durante il podcast, è che le aziende oggi possono prosperare solo in presenza di donne nei ruoli chiave, perché le caratteristiche prevalentemente femminili, flessibilità, proattività, capacità di ascolto, visione allargata, sono quelle più congeniali al contesto attuale. Non è un principio ideologico: è una lettura funzionale di come funziona un’organizzazione in questo momento storico.
Negli Emirati e in Arabia Saudita, Anna sta cercando di riprodurre la storia italiana partendo da dove ha senso partire: dai camp dove vivono gli operatori, organizzando attività sportive, offrendo formazione linguistica di base, insegnando elementi fondamentali di relazione e igiene. Sono le stesse cose che ha fatto diciotto anni fa in un garage genovese. Il contesto è radicalmente diverso. Il metodo è lo stesso.
La tip che Anna Marras ha portato al podcast di Management Tips raccoglie tutto questo in una frase: «La fragranza interna produce il profumo nell’ambiente». Prima si lavora su sé stessi, poi si guarda all’esterno. Prima si costruisce l’habitat, poi si attrae chi può fiorire in quell’habitat. Da 676.000 euro e dodici persone a 160 milioni e oltre tremila: il percorso lo ha dimostrato.
