Special Car Group apre tre sedi in Sardegna con 13,6 milioni di Intesa Sanpaolo
Olbia, Oristano, Cagliari-Elmas. Tre coordinate geografiche che segnano la prossima fase di Special Car Group, una delle realtà più consolidate della Sardegna nel mercato delle automobili premium e luxury. A sostenere l’espansione è un finanziamento da 13,6 milioni di euro concesso da Intesa Sanpaolo, strutturato dalla Divisione Banca dei Territori in collaborazione con Imi Corporate & Investment Banking. Un’operazione che combina crescita commerciale e transizione sostenibile, con un piano che riguarda tanto le nuove aperture quanto le sedi già operative.
Il finanziamento copre un programma articolato su più fronti. Le tre nuove sedi porteranno la presenza del gruppo in aree della regione dove finora era assente, allargando la rete di accesso ai marchi rappresentati e avvicinando fisicamente i clienti agli standard di servizio che il gruppo ha costruito nel tempo. Accanto alle aperture, le risorse sosterranno il consolidamento delle strutture operative e commerciali esistenti e gli investimenti nei brand del portafoglio. La componente di efficientamento energetico è esplicita nel piano: coinvolgerà progressivamente anche le sedi storiche, estendendo la logica sostenibile all’intera organizzazione.
L’operazione è costruita su una logica precisa. Intesa Sanpaolo non ha erogato un finanziamento standard, ma ha attivato gli strumenti della finanza straordinaria per rispondere alle esigenze di un’impresa in fase di espansione strutturata. Stefano Cappellari, direttore regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna dell’istituto, ha inquadrato l’accordo in questa prospettiva: «Offriamo alle Pmi l’accesso a operazioni di finanza straordinaria per sostenerne crescita e competitività». La formula scelta permette all’azienda di affrontare simultaneamente più obiettivi, senza dover frammentare il piano in interventi separati finanziati in momenti diversi.
Il mercato delle auto premium in Sardegna ha caratteristiche che rendono la questione della distribuzione geografica più rilevante di quanto si potrebbe pensare. Un’isola con poli urbani distanti tra loro, con una domanda concentrata soprattutto nelle aree costiere e nei centri principali, richiede una presenza capillare per garantire livelli di servizio coerenti con i marchi rappresentati. Ogni nuova sede porta con sé non solo un punto vendita, ma un’infrastruttura di assistenza, manutenzione e relazione con il cliente. Nicola Vacca, amministratore delegato di Special Car Group, ha definito la partnership con Intesa Sanpaolo come uno strumento per «costruire un futuro in cui l’eccellenza del servizio non conosce distanze». Le nuove strutture saranno progettate tenendo conto tanto dell’innovazione quanto della sostenibilità.
La dimensione ambientale merita attenzione specifica. Il piano di efficientamento energetico che accompagna le aperture è presentato come una priorità, e l’estensione progressiva alle sedi storiche indica che non si tratta di un elemento accessorio aggiunto per completare il profilo dell’operazione. Intervenire sulle strutture esistenti richiede un investimento separato, pianificato nel tempo, e la scelta di includerlo nel perimetro del finanziamento dice qualcosa sull’orientamento del gruppo rispetto a questi temi.
Special Car Group rafforza con questa operazione una posizione già consolidata nella regione. Il salto non è solo dimensionale: tre nuove sedi modificano la copertura geografica in modo significativo, portando il gruppo verso una presenza che abbraccia l’intera isola. Olbia intercetta il nord-est e il flusso turistico di fascia alta collegato a Costa Smeralda e all’aeroporto internazionale. Oristano copre il centro-ovest, un’area storicamente meno presidiata dai grandi player del settore. Cagliari-Elmas aggiunge capacità nell’area metropolitana del capoluogo, la più densa in termini di domanda potenziale. La mappa che emerge non è casuale: è una copertura costruita per rispondere a bacini di utenza distinti.
Il finanziamento da 13,6 milioni di Intesa Sanpaolo è, nella sua sostanza, la traduzione in risorse concrete di un piano industriale che guarda a un orizzonte preciso. La banca sostiene il progetto perché ne riconosce la solidità; l’azienda lo porta avanti perché ha identificato lo spazio di mercato che vuole occupare. Quello che rimane da vedere è la qualità dell’esecuzione, che nel settore del lusso conta almeno quanto la strategia.
