Missione imprenditoriale Sardegna-Marocco 2026: dodici imprese sarde a Casablanca l’8 e 9 dicembre con voucher fino a 5.000 euro
Casablanca, 8 e 9 dicembre 2026. Dodici imprese sarde, incontri B2B programmati con partner, committenti e buyer marocchini, visite a siti produttivi e infrastrutturali. La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’Assessorato dell’Industria, ha pubblicato l’avviso per la missione imprenditoriale «Sardegna-Marocco 2026», promossa in collaborazione con Confindustria Sardegna, ICE-Agenzia Ufficio di Casablanca e Confindustria Assafrica & Mediterraneo nell’ambito del progetto Enterprise Europe Network. La scadenza per presentare domanda è il 15 ottobre 2026 alle ore 23:59.
Il Marocco è un mercato con numeri che meritano attenzione. Nel 2026 il PIL marocchino è stimato in circa 173 miliardi di euro, con una crescita reale prevista attorno al 4,5%. Le esportazioni di beni e servizi rappresentano oltre il 42% del PIL. Nel 2025 l’interscambio bilaterale con l’Italia ha raggiunto circa 4,75 miliardi di euro, con esportazioni italiane prossime ai 3 miliardi. Nel Paese operano circa 200 imprese italiane, che impiegano complessivamente quasi 14.000 addetti. Macchinari, prodotti in metallo e apparecchiature elettriche coprono oltre un terzo delle esportazioni italiane verso il Marocco.
La scelta del Marocco risponde anche a una logica geopolitica ed economica più ampia. La prossimità geografica, la stabilità delle relazioni con l’Unione europea e il ruolo crescente del Paese come piattaforma produttiva, commerciale e logistica tra Europa e Africa lo rendono un interlocutore strategico per le imprese regionali. Gli investimenti programmati in infrastrutture, edilizia, piattaforme industriali e logistiche, energia e gestione delle risorse idriche aprono opportunità concrete per diversi comparti del tessuto produttivo sardo. La scelta rientra inoltre nei piani industriali del Sistema Paese, tra cui il Piano Mattei per l’Africa.
I settori ammessi alla missione coprono un arco ampio. Rientrano l’edilizia, le infrastrutture e le costruzioni, l’involucro edilizio, l’interior design, il lapideo, il vetro e i metalli, l’elettrotecnica, la meccanica e la metalmeccanica, l’impiantistica, l’economia circolare e le energie rinnovabili. Per ciascun settore è previsto un numero massimo di imprese ammissibili: fino a tre per edilizia e infrastrutture, fino a tre per involucro edilizio e materiali, fino a quattro per elettrotecnica e meccanica, fino a due per economia circolare e rinnovabili.
Il contributo è a fondo perduto diretto, fino a 5.000 euro per impresa, con un piano di spesa minimo di 4.000 euro. Coprono biglietto aereo, soggiorno, spese per l’organizzazione dei B2B, quota ICE per scouting e selezione delle controparti, agende personalizzate e servizi comuni come interpretariato, sala, attrezzature audio-video e trasporti locali. La partecipazione al bando è gratuita, ma chi viene ammesso e non comunica la propria rinuncia entro tre giorni dalla comunicazione di ammissione è soggetto a una penale di 2.000 euro.
La selezione avviene per punteggio, con un massimo di 100 punti distribuiti su sette criteri. Il peso maggiore va al fatturato complessivo 2025, fino a 25 punti, e all’incidenza del fatturato derivante da attività sui mercati esteri sul totale, altri 25 punti. Seguono le fasi di attività svolte direttamente dall’impresa in relazione all’offerta presentata per la missione, fino a 10 punti, le certificazioni di prodotto o di gestione, fino a 10 punti non cumulabili tra loro, le certificazioni ambientali, energetiche o di sostenibilità per 12 punti, la presenza di un sito internet e di materiali commerciali in lingua straniera per altri 12 punti, e la partecipazione a precedenti iniziative internazionali con 0,60 punti per ogni fiera o missione realizzata fuori dal territorio nazionale negli ultimi cinque anni, fino a 6 punti. Per accedere alla graduatoria serve raggiungere almeno 40 punti. A parità di punteggio prevale l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Due giornate a Casablanca. La prima è dedicata a una sessione introduttiva e agli incontri B2B con agende personalizzate. La seconda prevede visite presso imprese, siti produttivi e realtà locali di interesse. Un formato compatto che, se ben preparato, permette di fare in due giorni quello che una ricognizione autonoma richiederebbe settimane.
Per le imprese sarde dei settori ammessi, la missione offre qualcosa di difficile da costruire in autonomia: un accesso strutturato a un mercato con cui i rapporti bilaterali sono solidi, ma che per molte PMI resta geograficamente e commercialmente lontano. Avere incontri B2B con controparti selezionate da ICE, visitare realtà produttive locali e muoversi in un contesto istituzionale organizzato abbassa la soglia di ingresso in modo significativo. Il costo effettivo a carico dell’impresa, dopo il rimborso del contributo, può essere contenuto ben al di sotto dei 5.000 euro, a fronte di un’esperienza commerciale che normalmente richiederebbe un investimento molto più elevato.
La domanda si presenta via PEC all’indirizzo industria@pec.regione.sardegna.it entro le ore 23:59 del 15 ottobre 2026, con oggetto «Missione Marocco 2026» e il modulo domanda allegato all’avviso debitamente compilato e firmato digitalmente dal legale rappresentante. Per chiarimenti sulla procedura: industria@regione.sardegna.it, all’attenzione del dott. Marco Palmas.
Sei giorni alla scadenza. Le imprese sarde con i codici ATECO ammessi e un’attività già orientata verso i mercati esteri hanno sei giorni per valutare, raccogliere la documentazione e presentare domanda. Casablanca aspetta.
