Il fondo sovrano saudita di Bin Salman e i Benetton acquistano l’ex Valtur di Santo Stefano: la Sardegna entra nel portafoglio da 900 miliardi del PIF
Per raggiungere l’isola di Santo Stefano si prende un traghetto da Palau. Pochi minuti di traversata, e si arriva su un’isola dell’Arcipelago della Maddalena dove sorge un villaggio turistico con più di trecento camere, alcune con la sabbia praticamente sotto il letto. Da qualche tempo, quell’isola è entrata nel portafoglio del Public Investment Fund di Riyad: il fondo sovrano saudita presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman, con oltre 900 miliardi di dollari in gestione e un mandato preciso nell’ambito del programma Vision 2030.
L’operazione è avvenuta attraverso la Santo Stefano Resort, una società controllata per il 90% dalla Rsg-Eur Holdings, riconducibile alla saudita The Red Sea Investment Company III e, attraverso questa, alla Red Sea Global, il braccio immobiliare operativo del PIF. Il restante 10% è in mano alla famiglia Benetton, attraverso Revo, la holding immobiliare dei rami di Gilberto e Giuliana Benetton nata da Regio, presieduta da Sabrina Benetton e guidata dal marito Ermanno Boffa, insieme alle holding personali di Carlo Bertagnin Benetton e della sorella Daniela. Boffa è presidente della Santo Stefano Resort, che si propone di comprare e gestire alberghi, villaggi turistici e residence. La cifra dell’acquisizione non è stata resa nota.
Ci sono due elementi che rendono questa operazione diversa dalle molte compravendite di strutture turistiche che hanno animato il mercato sardo negli ultimi anni. Il primo è la dimensione del soggetto acquirente: il PIF è uno dei fondi sovrani più grandi al mondo, e questo è il suo primo investimento con soci italiani. Il secondo è la direzione del progetto: il villaggio dovrebbe passare da quattro stelle a cinque stelle extra lusso, con una riduzione del numero di camere. Meno camere, più spazio, standard più elevati. È la formula che il segmento ultra-luxury applica in tutto il Mediterraneo per attrarre una clientela ad alto potere di spesa che cerca esclusività prima ancora che quantità di servizi.
La gestione operativa del resort dovrebbe rimanere al gruppo Uvet, che ha una storia lunga con questa struttura. Nel 2013, quando Valtur era in amministrazione straordinaria, fu Uvet ad aggiudicarsi la gestione con un accordo da 18 anni e circa due milioni di euro per rimettere a nuovo la struttura. All’epoca vi lavoravano una sessantina di persone, venticinque delle quali provenienti dal territorio locale. La struttura era rimasta chiusa durante la precedente gestione di Orovacanze, nonostante le prenotazioni già in essere. Fu Uvet a riaccendere le luci. Nel dicembre 2021 l’isola era entrata in un pacchetto immobiliare da 44 milioni di euro passato da Amundi Real Estate Italia a DeA Capital Real Estate sgr, all’interno di un fondo sottoscritto da Cpi Property Group. Ora arriva la Santo Stefano Resort.
La vicenda di Santo Stefano si inserisce in un movimento più ampio che riguarda tutto il sistema dei villaggi turistici sardi. A Castelsardo lo storico Rasciada Club in località Li Paddimi è stato acquistato dalla famiglia di albergatori algheresi Macciocu. Sempre nel borgo dei Doria, il Castelsardo Resort è passato alla gestione del gruppo Kiwi Beach Resort dell’imprenditore egiziano Foud Hassoun, mentre il Pedraladda è ora sotto il gruppo Lamin Hotels. In Costa Smeralda, con una cifra stimata tra i venti e i venticinque milioni di euro, l’imprenditore campano Dario Iervolino sta per concludere l’acquisto dell’hotel Luci di la Muntagna, storica struttura della famiglia Kassam.
Il denominatore comune di questo movimento è l’interesse crescente dei grandi capitali internazionali verso la Sardegna come destinazione di investimento turistico. Il mercato del lusso e dell’ultra-luxury nel Mediterraneo è in espansione, e l’isola offre caratteristiche difficili da replicare altrove: paesaggi costieri di rara qualità, un arcipelago come quello della Maddalena che non ha equivalenti nel Mediterraneo, e una stagionalità che, con le infrastrutture giuste, può essere estesa ben oltre i mesi estivi.
L’ingresso del PIF a Santo Stefano ha una specificità ulteriore che vale la pena sottolineare: è la prima volta che il fondo saudita sceglie un partner italiano per un investimento. La struttura dell’operazione, con il 10% dei Benetton e il 90% del fondo saudita, racconta una partnership tra capitali di provenienza molto diversa che trovano un punto di incontro preciso: un’isola dell’Arcipelago della Maddalena con più di trecento camere da trasformare in qualcosa di radicalmente diverso.
I lavori di riqualificazione sono già avviati. Il villaggio che uscirà dal processo sarà più piccolo nelle camere e molto più grande nell’esperienza offerta. La Sardegna, da questo angolo specifico dell’Arcipelago, sta per aggiungere una struttura nel segmento più alto del turismo internazionale. Da Palau bastano ancora pochi minuti di traghetto per arrivarci.
