L’ex inceneritore di Funtana di lu colbu a Sassari: otto milioni per trasformare un sito abbandonato in un centro ambientale di nuova generazione
Quindici metri di altezza interna, una copertura a volta, decenni di abbandono. L’ex inceneritore di Funtana di lu colbu a Sassari è rimasto fermo nel tempo dalla fine degli anni Novanta, quando il ciclo operativo si concluse dopo vent’anni di attività. Oggi la giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità di un progetto da 8 milioni di euro che prevede la bonifica del sito e la sua trasformazione in un centro direzionale ambientale di nuova concezione. Un edificio industriale dismesso diventa l’infrastruttura operativa su cui costruire la gestione dei rifiuti cittadina nei prossimi anni.
Il fabbricato è composto da due corpi distinti. Entrambi versano in condizioni di degrado diffuso, prodotto dalla somma di fattori che si sono accumulati nel tempo: assenza prolungata di manutenzione, esposizione agli agenti atmosferici, infiltrazioni d’acqua, cicli termici e naturale decadimento dei materiali. Le strutture portanti, le componenti edilizie e gli impianti esistenti riflettono tutti questi anni di disuso. Il progetto parte da questo stato di fatto e lavora per invertirlo, con un intervento che combina bonifica ambientale e riqualificazione funzionale.
Il piano prevede la rimozione degli impianti esistenti e la divisione del corpo principale in due livelli. Il piano terra e il primo piano saranno destinati a uffici e servizi direzionali. Il resto della struttura sarà articolato in due ambiti funzionali distinti: uno per il personale, con spogliatoi a sistema filtro, e uno dedicato ai mezzi di lavoro, con spazi sufficienti per ospitare l’intero parco veicoli e le strutture necessarie alla manutenzione ordinaria. L’obiettivo dichiarato è portare l’insieme agli standard tecnologici, energetici, igienici e operativi più evoluti disponibili oggi per questo tipo di struttura.
La destinazione d’uso finale chiarisce la logica dell’operazione. Il centro ambientale sarà messo a disposizione della ditta che si aggiudicherà il prossimo appalto di raccolta dei rifiuti urbani di Sassari. Questo significa che l’intervento edilizio è pensato in funzione del servizio pubblico: fornire alla gestione operativa dei rifiuti una base logistica moderna, dimensionata correttamente e collocata in un sito già esistente piuttosto che ricercare aree nuove. Il riutilizzo di un’area industriale dismessa risponde a una logica di contenimento del consumo di suolo che si affianca alla bonifica ambientale del sito.
Il progetto è stato presentato dal vice sindaco Pier Luigi Salis e sarà ora inserito nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune di Sassari. Questo passaggio è necessario per poter avviare la ricerca delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione. Lo studio di fattibilità approvato dalla giunta è il documento tecnico che certifica la fattibilità dell’intervento e ne definisce l’impostazione progettuale; la copertura finanziaria degli 8 milioni richiede una fase successiva di individuazione delle fonti, che potrà includere fondi regionali, nazionali ed europei compatibili con il tipo di opera.
L’inceneritore di Funtana di lu colbu ha operato per circa vent’anni, dal decennio Settanta al decennio Novanta. Era parte di un sistema di gestione dei rifiuti che nel corso degli anni ha cambiato radicalmente logiche, tecnologie e regolamentazione. La chiusura dell’impianto ha lasciato nel territorio urbano una struttura industriale di dimensioni significative, con l’altezza interna del corpo principale che da sola racconta la scala dell’edificio. Quella stessa altezza, nel progetto approvato, diventa una risorsa: il volume disponibile permette di ricavare due livelli interni mantenendo spazi adeguati per entrambe le funzioni previste.
La bonifica ambientale del sito, prevista come prima fase dell’intervento, è la condizione necessaria perché il progetto possa procedere. Un sito industriale che ha ospitato per vent’anni un impianto di incenerimento richiede una valutazione approfondita dello stato del suolo e delle strutture, e interventi di messa in sicurezza prima di qualunque riconversione. L’inserimento di questa fase nel progetto complessivo da 8 milioni garantisce che la trasformazione avvenga su un sito certificato e conforme ai requisiti ambientali vigenti.
Per Sassari, l’operazione ha una doppia valenza. Da un lato, risolve un problema di degrado urbano su un’area abbandonata da decenni, con tutto quello che questo comporta in termini di impatto visivo e di sicurezza del sito. Dall’altro, crea le condizioni per dotare il servizio di raccolta rifiuti di un’infrastruttura operativa moderna e funzionale, che oggi manca. Le due dimensioni si sostengono a vicenda: la bonifica e la riqualificazione valorizzano un’area dismessa, e il nuovo utilizzo garantisce al centro ambientale una funzione operativa stabile nel tempo.
Il corpo principale di Funtana di lu colbu, con la sua volta e i suoi quindici metri di spazio interno, è rimasto inutilizzato per più di trent’anni. Il progetto approvato dalla giunta inizia a restituirgli un senso. Quanto tempo ci vorrà perché l’intervento diventi realtà dipenderà dalla capacità di reperire le risorse nel programma triennale. Ma la direzione è definita, e il documento tecnico che la formalizza è già approvato.
