Diego Deplano dell’Università di Cagliari vince il Best Young Author Award IEEE 2026: la ricerca sull’intelligenza artificiale distribuita premiata a livello internazionale
A Parma, durante l’assemblea nazionale della Società Italiana dei docenti e ricercatori in automatica, tre ricercatori italiani si sono contesi il Best Young Author Paper Award 2026 della IEEE Control Systems Society. Uno veniva dall’Università di Napoli Federico II, uno dall’Università di Bologna. Il terzo era Diego Deplano, dell’Università di Cagliari. Il premio è andato a lui.
Il riconoscimento, riservato agli autori under 35 che si sono distinti per pubblicazioni sulle principali riviste internazionali della Società, premia l’articolo “Robust Online Learning Over Networks”, pubblicato su IEEE Transactions on Automatic Control. Lo studio è stato realizzato in collaborazione tra l’Università di Cagliari e il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, con Deplano come autore insieme a Nicola Bastianello.
Il tema della ricerca si situa su una delle frontiere più attive dell’intelligenza artificiale contemporanea: l’apprendimento distribuito. La parola distribuito indica qualcosa di preciso in questo contesto: invece di raccogliere tutti i dati in un unico server centrale per addestrare un modello di intelligenza artificiale, più dispositivi connessi collaborano alla costruzione di un modello condiviso ciascuno elaborando i propri dati localmente. È un approccio che ha implicazioni immediate su privacy, efficienza computazionale e scalabilità dei sistemi.
Il problema che Deplano e Bastianello hanno affrontato è quello della robustezza di questi sistemi nelle condizioni reali. I modelli teorici dell’apprendimento distribuito funzionano bene quando si assume che la comunicazione tra i dispositivi sia perfetta, che le velocità di elaborazione siano omogenee e che i dati rimangano stabili nel tempo. Nella realtà, nessuna di queste assunzioni regge. I messaggi si perdono, le velocità di comunicazione variano, le capacità di calcolo differiscono da un dispositivo all’altro, e i dati cambiano continuamente. La ricerca propone nuovi strumenti matematici per garantire che l’apprendimento rimanga efficace anche in presenza di queste imperfezioni.
Le applicazioni potenziali coprono un arco ampio. Le reti di sensori, che trasmettono continuamente dati in ambienti industriali o urbani, devono poter funzionare anche quando alcuni nodi della rete perdono connettività o rallentano. La robotica collaborativa richiede che più robot coordinino le proprie azioni in tempo reale senza dipendere da un sistema centrale che potrebbe diventare un punto di vulnerabilità. I sistemi energetici distribuiti, come le reti di generazione da fonti rinnovabili, devono bilanciare produzione e consumo in modo decentralizzato. In sanità, i modelli di intelligenza artificiale potrebbero migliorare la diagnosi analizzando dati di più strutture senza che questi dati escano dai rispettivi sistemi ospedalieri.
Il fatto che una ricerca di questo livello porti il nome dell’Università di Cagliari dice qualcosa sul tessuto scientifico dell’ateneo e sulla sua capacità di produrre risultati rilevanti in settori ad alta competitività internazionale. La collaborazione con il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, uno dei principali istituti di ricerca tecnologica in Europa, aggiunge una dimensione che va oltre il riconoscimento individuale: indica una rete di relazioni scientifiche internazionali costruita nel tempo, capace di produrre lavori che reggono il confronto con i migliori laboratori del mondo.
Il convegno Automatica.it, nell’ambito del quale il premio è stato assegnato, è il principale appuntamento della comunità scientifica italiana nel campo dell’automatica. Essere finalisti insieme a ricercatori delle università di Napoli e Bologna, due dei poli scientifici più consolidati d’Italia in questo settore, e portare a casa il riconoscimento è un risultato che posiziona Deplano e l’Università di Cagliari in modo preciso nella mappa della ricerca nazionale.
L’apprendimento distribuito è destinato a diventare sempre più centrale nel modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale vengono progettati e implementati, man mano che aumenta la consapevolezza sui rischi legati alla centralizzazione dei dati e sulle limitazioni pratiche dei sistemi che richiedono connettività continua a server remoti. Costruire modelli matematici che rendano questi sistemi affidabili anche in condizioni non ideali è un contributo che ha ricadute concrete su tecnologie che già oggi sono presenti nella vita quotidiana e che nei prossimi anni diventeranno ancora più pervasive.
Diego Deplano ha under 35 anni e ha già una pubblicazione su una delle riviste più autorevoli del settore e un premio internazionale nel curriculum. Per l’Università di Cagliari, è la conferma che il talento scientifico sardo sa crescere e competere ai livelli più alti.
