Egidio Murru in MBS Sardegna: come l’intelligenza artificiale smette di essere un concetto e diventa uno strumento di lavoro per le PMI
Cagliari, 20 ottobre 2026. Sul palco di MBS Sardegna Business Innovation, Egidio Murru apre con un dato che vale come premessa a tutto: il 55% delle piccole e medie imprese europee dichiara di non adottare l’intelligenza artificiale per mancanza di competenze. Il 51% cita i costi troppo alti. Il 48% lamenta difficoltà con la qualità dei dati. Sono numeri raccolti da Webidoo, l’azienda che Murru ha co-fondato, e che raccontano lo stesso problema da tre angolazioni diverse: il mercato esiste, la domanda c’è, ma il collegamento tra tecnologia e impresa reale ancora spesso non avviene.
Webidoo nasce con l’obiettivo di costruire quel collegamento. Murru lo descrive con una formula che torna più volte nel corso della sua presentazione: «concretezza e orientamento al risultato, non buzzwords, promesse mirabolanti e tech for tech». Una postura che distingue l’approccio dell’azienda da una parte consistente del mercato AI, spesso più orientata alla narrazione che all’esecuzione. Oggi Webidoo serve oltre 7.000 clienti attivi, ha depositato 2 brevetti, registra un tasso di crescita organica del 34% annuo e ha completato due acquisizioni. La valutazione di mercato target per il 2027 è fissata a 350 milioni, in prospettiva di IPO. Quattro sedi operative: Italia, Spagna, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Partecipata dal Gruppo TIM, da Banca Generali e da Azimut.
Murru ha trascorso oltre 25 anni nel settore tecnologico. Il percorso professionale lo ha portato a osservare da vicino ogni ondata di innovazione che ha ridisegnato il modo in cui le imprese operano: il web nel 1989, il browser nel 1993, i social media nel 2004, lo smartphone nel 2007, l’Internet delle cose nel 2010. Ogni volta, le aziende che hanno saputo cogliere il cambiamento lo hanno fatto traducendo la tecnologia in processi. Quelle che si sono fermate all’entusiasmo iniziale sono rimaste ai margini. Il 2023, con l’accelerazione dell’AI generativa, segna per lui la stessa curva di inflection che quegli anni hanno rappresentato: una tecnologia matura abbastanza da essere adottata, ancora poco compresa nel suo uso pratico quotidiano.
La differenza, spiega, sta nel punto da cui si parte. L’errore più comune che osserva nelle PMI è l’approccio inverso: prima si sceglie lo strumento, poi si cerca un problema da risolvere. Murru rovescia la sequenza. Prima si mappano i processi, si identificano i colli di bottiglia, si misura dove il tempo viene consumato in modo ripetitivo. Poi si introduce l’automazione. Quattro regole operative tornano con insistenza nel suo ragionamento: la qualità dei dati batte la quantità; le istruzioni all’AI vanno trattate come istruzioni operative, non come richieste generiche; i KPI vanno tracciati fin dal primo giorno, nelle tre dimensioni che contano, ovvero tempo risparmiato, errori evitati, ricavi generati; la sicurezza, con accessi, permessi e responsabilità definite, va costruita prima, non aggiunta dopo.
In sala ci sono imprenditori di settori molto diversi. Le slide mostrano casi d’uso concreti per ciascuno: nell’edilizia, le note di un sopralluogo diventano un report PDF in pochi minuti; negli hotel, le risposte alle recensioni vengono generate con tono coerente e tempi drasticamente ridotti; negli studi amministrativi, la gestione dell’inbox si trasforma in un flusso strutturato di bozze e priorità. Ogni scenario è accompagnato da un dato: per una PMI di dieci persone, un uso corretto degli strumenti AI può liberare fino a 15 ore settimanali, l’equivalente di quasi due giornate lavorative. Il team si concentra sulle relazioni e sulle attività strategiche; email, report e follow-up vengono completati in minuti.
La parte finale della presentazione riguarda il progetto concreto che Webidoo porta a MBS Sardegna. Si chiama Groow, ed è il prodotto operativo attraverso cui l’azienda intende lavorare con le PMI sarde: un percorso strutturato che parte dal setup, passa per la formazione, individua i casi d’uso specifici per ogni azienda e si chiude con la misurazione. Il modello è modulare, costruito su agenti AI applicabili a funzioni diverse come export, marketing, operations e HR. Il pilota prevede dieci aziende, trenta giorni di lavoro, KPI condivisi fin dall’inizio.
Webidoo OS, la piattaforma su cui si regge l’intera architettura, connette dati, contenuti, canali e processi in un unico layer. Il concetto che Murru usa per descriverla è quello di «orchestra»: gli strumenti AI non funzionano in isolamento, ma vanno diretti, coordinati e misurati. La governance è parte del prodotto, non un’aggiunta opzionale.
Alla fine della sessione, il messaggio che rimane in sala è più semplice del previsto: l’AI non è né una scorciatoia né una soluzione magica. Funziona quando c’è un problema reale da risolvere, quando i dati esistono e sono organizzati, quando qualcuno in azienda si prende la responsabilità di capire cosa sta succedendo. Per le PMI sarde presenti a MBS Sardegna, la domanda concreta con cui Murru chiude non è se adottare l’intelligenza artificiale, ma da quale processo partire.
