Webidoo, 25 milioni di dollari per costruire il sistema operativo AI delle PMI

Una PMI italiana media, oggi, lavora con una serie di software separati. Uno per il marketing, un altro per le vendite, un terzo per il customer care, altri ancora per la gestione documentale e le operations. Ognuno con la sua logica, la sua interfaccia, i suoi costi. È la fotografia da cui parte Webidoo, la software house italiana che ha appena chiuso un round da 25 milioni di dollari. L’operazione è stata sottoscritta dal fondo Imprese per la Crescita 3, gestito da Azimut Libera Impresa SGR. È anche la base su cui l’azienda costruisce la propria espansione internazionale, soprattutto verso il mercato statunitense. La domanda che orienta l’intera operazione è una sola: come si rende l’intelligenza artificiale davvero utilizzabile dentro le imprese più piccole, senza richiedere competenze tecniche di alto livello.

L’operazione porta i fondi raccolti complessivamente da Webidoo oltre i 30 milioni di dollari e segna l’avvio di una nuova fase. Il primo capitolo si era chiuso nel 2021, con un round di Serie A da 6 milioni di euro. A guidarlo era stato il fondo 8a+ Innovation della 8a+ Investimenti SGR, distribuito da Banca Generali nell’ambito del progetto BG4Real, con un investimento di 3 milioni. Al round aveva partecipato anche TIM Ventures, entrando nella compagine societaria. Il nuovo round, di taglio superiore, sposta il baricentro della società verso una dimensione globale e verso una proposta tecnologica più integrata.

Webidoo nasce nel 2017 da un’intuizione che oggi appare quasi profetica. L’intelligenza artificiale sarebbe diventata uno strumento ordinario di business, mentre le PMI avrebbero faticato a integrarla. I tre fondatori, Giovanni Farese, Daniel Rota ed Egidio Murru, hanno costruito la società intorno a questa scommessa. Hanno sviluppato progressivamente un ecosistema di soluzioni AI, pensate per imprese che non dispongono né di team tecnici dedicati né di budget illimitati per la trasformazione digitale. Il posizionamento, in quegli anni, era controintuitivo. La maggior parte degli investimenti in intelligenza artificiale si concentrava sulle grandi enterprise; il segmento PMI veniva considerato troppo eterogeneo e difficile da scalare. Webidoo ha scelto di muoversi proprio lì, partendo da un presupposto chiaro: la trasformazione tecnologica vera sarebbe arrivata dal basso, quando gli strumenti fossero diventati abbastanza semplici da poter essere adottati senza un IT manager dedicato.

Negli ultimi dodici mesi quell’ecosistema si è ramificato e consolidato. A metà del 2025 è stata lanciata Groow, piattaforma di AI agent capace di automatizzare i processi aziendali senza richiedere configurazioni complesse o competenze tecniche specifiche. Jooice, soluzione all-in-one per il marketing delle microimprese basata sull’intelligenza artificiale, ha ampliato la propria presenza in Italia e all’estero. Welpy, il sistema che applica la generative AI alla gestione della content supply chain e alla produzione scalabile di contenuti per campagne pubblicitarie, ha rafforzato il presidio di Webidoo nel segmento enterprise. Oggi è utilizzato in oltre 60 paesi e supporta più di 16 lingue. Sono tre prodotti diversi che, letti insieme, raccontano un’unica direzione.

Nel 2025 i ricavi hanno superato i 18 milioni di dollari, con oltre 3 milioni di EBITDA. Sono numeri che descrivono un’azienda già oltre la fase di sperimentazione, impegnata a scalare la propria piattaforma. Il margine, in particolare, è un dato che orienta la lettura del round. Una società che chiude in utile prima ancora del nuovo capitale ha più libertà nel definire la traiettoria successiva.

Il piano dichiarato è ambizioso e, allo stesso tempo, molto concreto. Le tecnologie proprietarie sviluppate finora confluiranno in un’unica infrastruttura AI-based. Una sorta di sistema operativo aziendale, capace di integrare in un solo ambiente buona parte degli strumenti che le imprese già utilizzano. L’idea di fondo è quella di superare la frammentazione. Invece di chiedere all’imprenditore di scegliere fra decine di software, mettergli davanti un ambiente unificato dove gli agenti AI lavorano in continuità sulle attività operative.

«La frammentazione degli strumenti aziendali, soprattutto nelle PMI, rende difficile adottare l’intelligenza artificiale in modo realmente efficace e sistemico», spiega Giovanni Farese, CEO di Webidoo. La direzione che la società intende imboccare è chiara: unificare gli ambienti di lavoro, semplificare l’automazione dei task ripetitivi, costruire un’infrastruttura integrata. Una sorta di sistema operativo aziendale, dove la tecnologia accompagna in continuo l’operatività delle imprese.

All’interno di questa traiettoria si inserisce anche un piano di acquisizioni mirato. Webidoo guarda in particolare al mercato statunitense, dove conta di individuare aziende ad alto potenziale dotate di asset strategici sul fronte tecnologico e commerciale. Le operazioni di M&A avranno la funzione di accelerare l’integrazione di nuove tecnologie e funzioni emergenti, accorciando i tempi che lo sviluppo interno richiederebbe. È una strategia coerente con la posizione che l’azienda vuole costruirsi: una realtà italiana che presidia un segmento globale, con una proposta tecnologica capace di competere con quelle nordamericane.

Alla fine, quello che colpisce nella storia di Webidoo è la coerenza dell’intuizione di partenza, mantenuta intatta attraverso otto anni di evoluzione tecnologica. L’AI per le piccole e medie imprese non è ancora un mercato consolidato. Le PMI italiane, e in misura crescente quelle europee, continuano a misurarsi con un’offerta tecnologica frammentata, costosa da gestire e spesso non calibrata sulle loro reali esigenze. Costruire un’infrastruttura unificata, capace di assorbire la complessità e di restituirla in forma utilizzabile, è una scommessa che vale il capitale appena raccolto. In un settore in cui la velocità di sviluppo è impressionante e i player internazionali sono numerosi, la differenza la faranno la chiarezza del posizionamento e la capacità di esecuzione. Webidoo, su questo, ha deciso da tempo dove allocare la propria ambizione.