Dal primo sito web del 1994 ai 27 miliardi dell’usato italiano: Giuseppe Pasceri, CEO di Subito.it, racconta trent’anni di impresa digitale nel Podcast Management Tips

Il primo sito web lo ha sviluppato nel 1994. Quando lo racconta durante gli onboarding con i nuovi colleghi di Subito.it, arriva invariabilmente la stessa risposta: nel ’94 ero all’asilo. Qualcuno, ancora più giovane, aggiunge di non essere ancora nato. Giuseppe Pasceri, CEO e General Manager della piattaforma leader in Italia per il mercato dell’usato, sorride di fronte a questa piccola vertigine generazionale. Ha passato trent’anni a costruire prodotto digitale, e il modo in cui racconta quel percorso dice già qualcosa su come pensa all’impresa e al lavoro.

C’è una data che racconta molto del suo carattere: il 4 luglio di quell’anno, l’unico giorno in cui non stava né studiando né lavorando. Il 3 luglio aveva sostenuto l’esame di maturità. Il 5 luglio aveva già iniziato a lavorare. Da allora, racconta, non ha mai smesso. Suo padre, pur non essendo imprenditore, aveva un’etica del lavoro altissima e una resilienza da imprenditore mancato. «Avrebbe dovuto fare l’imprenditore se qualcuno lo avesse aiutato quando era giovane», ricorda. Quella cultura si è trasmessa.

Il percorso professionale ha attraversato alcune delle pagine più significative del tech italiano e internazionale. Yahoo nei primi anni 2000, quando Yahoo era sinonimo di internet. Poi eBay. Poi Subito.it: entrato nel 2018 come CTPO – Chief Technical Product Officer – ha assunto la guida operativa dopo un anno e mezzo. Cinque anni e mezzo di mandato su una piattaforma che, nel 2024, conta tra 26 e 28 milioni di italiani giornalieri, quasi 3 miliardi di ricerche nell’anno e 52 milioni di annunci pubblicati con una media di 140.000 nuove inserzioni al giorno.

Il mercato dell’usato in Italia vale oggi 27 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL nazionale. Il dato è del 2024, rilevato con BVA Doxa nell’ambito dell’osservatorio che Subito conduce da undici anni. Di questi, 14,4 miliardi provengono dall’online. Chi vende su Subito guadagna in media circa 850 euro l’anno. Chi acquista risparmia mediamente il 40% rispetto al nuovo. Nel verticale auto – il settore principale della piattaforma – ci sono 500.000 annunci live e 20.000 che entrano ed escono ogni giorno. Un’auto cambia proprietà ogni tre minuti.

C’è anche una dimensione ambientale che il management di Subito misura con precisione. L’usato è il terzo comportamento sostenibile per eccellenza, dopo il riciclo e la riduzione dei consumi energetici. Le transazioni che avvengono sulla piattaforma evitano la produzione di nuovi beni. La riduzione di CO2 stimata è di milioni di tonnellate all’anno, l’equivalente di migliaia di voli cancellati tra Milano e Roma. «Salviamo il mondo un sofà alla volta», dice Pasceri citando uno dei sottomotto dell’azienda.

Nel curriculum di Pasceri c’è anche un capitolo che pochi conoscono. Nel 2017 è entrato a far parte del team digitale guidato da Diego Piacentini, ex numero due di Amazon, incaricato dal governo italiano di digitalizzare i servizi pubblici. Piacentini aveva costruito un gruppo di 25-27 persone selezionate con criteri da tech company, senza influenze politiche e senza remunerazione: una scelta di giveback personale. Pasceri vi partecipò dopo un incontro al Four Seasons di Milano, alle cinque di mattina. La convocazione era stata spostata dall’orario precedente perché Piacentini la sera prima era a Firenze con Tim Cook. Lavorò per circa sei mesi all’anagrafe nazionale unica, uno dei pilastri su cui si è poi costruita l’app IO e PagoPA.

La visione del management che Pasceri ha sviluppato in trent’anni è raccolta nel libro Management dell’incertezza, strutturato attorno all’acronimo AFTER: allineamento, focus, timely, evolving, rallying. Il punto di partenza è l’allineamento: l’86% delle strategie aziendali fallisce perché l’esecuzione diverge dalla direzione voluta, indipendentemente dalla qualità della strategia stessa. Da qui l’idea di team cross-funzionali, che Pasceri chiama microaziende. Tech, product, data, marketing e sales condividono gli stessi obiettivi su uno specifico dominio di business. Il ritmo è garantito da un ciclo settimanale chiamato Gemba, pratica mutuata dalla Toyota. Ogni lunedì ogni team verifica il proprio stato rispetto agli obiettivi del trimestre.

Tra i concetti che applica più spesso c’è quello dell’antifragilità di Nassim Nicholas Taleb. Il fragile è la spada di Damocle: prima o poi il filo si spezza. Il resiliente è la fenice, che si rialza dopo ogni caduta. L’antifragile è l’idra: ogni difficoltà lo rende più forte. In un ambiente ad alta incertezza, costruire questa capacità è la variabile più importante. L’altro principio è operativo: partire dalla fine. Prima di fare qualsiasi cosa, bisogna sapere dove si vuole arrivare. Il percorso a ritroso viene da sé.

Trent’anni di lavoro continuo, da quel luglio 1994 a oggi. Un percorso costruito sulla coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Pasceri cita spesso Marchionne su questo: «Dico quello che faccio e faccio quello che dico». È da quella consistenza che nasce la fiducia, quella delle persone attorno a lui, quella degli utenti di Subito, quella che ha portato il suo nome fino a Diego Piacentini. Il risultato finanziario, per chi la pensa come lui, non è lo scopo. È la conseguenza di aver creato valore. Lavorare solo per arrivare a fine mese, dice Pasceri, è una grandissima perdita di tempo. Il tempo, aggiunge, è l’unica risorsa che non si ricicla.