Da cinque Fiat 127 a duecento auto: Simplicio Azara, il pioniere dell’autonoleggio in Gallura che ha visto nascere la Costa Smeralda
Alle spalle del terminal dell’aeroporto Costa Smeralda – Karim Aga Khan di Olbia, tra gli stalli numerati degli autonoleggi, il cambio di stagione si legge prima ancora di guardare il tabellone degli arrivi. I box si riempiono, le auto escono, i dipendenti crescono di numero. Con l’apertura della Summer Season internazionale, avvenuta a fine marzo, il meccanismo si è rimesso in moto. Tra le numerose multinazionali presenti, ce n’è uno che porta la scritta Smeralda. Ha un banco per accogliere i clienti, un piccolo ufficio, esattamente come gli altri. La differenza sta nella storia: cinquantasette anni di autonoleggio in Gallura, cominciati quando si decollava ancora dalla pista di Venafiorita.
È il 1969 quando Simplicio Azara inizia a lavorare nel settore. Ha ventiquattro anni e l’aeroporto si chiama ancora Venafiorita. Il mondo del noleggio auto in Gallura è praticamente tutto racchiuso in tre grandi compagnie: Avis, Hertz e Maggiore. Azara entra in Avis, che già allora aveva un parco di quattrocento veicoli. Il lavoro lo porta avanti e indietro da Porto Cervo, dove le ville e gli hotel della Costa Smeralda stavano attraendo un turismo di peso internazionale. È in quegli anni che incontra l’Aga Khan Karim, suo fratello il principe Amin e altri membri della famiglia. «Tutte persone umilissime», racconterà decenni dopo.
Il contesto in cui Azara lavora è quello di una Gallura in piena trasformazione. L’aeroporto cresce, le stagioni si allungano, la concorrenza nel settore inizia ad aumentare. Il termometro della stagione, per chi lavora nel noleggio auto, è sempre stato la Pasqua: se a Pasqua le auto giravano, l’anno sarebbe andato bene. La clientela che arrivava dal Costa Smeralda aveva standard elevati e aspettative precise, e questo teneva alto il livello dell’intero settore. Per un osservatore attento, quella crescita ininterrotta aveva anche un altro significato: c’era spazio per qualcuno disposto a costruirsi una propria realtà.
La decisione di aprire un’attività tutta sua arriva nel 1980. Azara non aveva molto: pochi soldi in tasca, poche automobili da mettere in campo. Comincia con cinque Fiat 127. «All’inizio è stato difficile, ho lavorato tanto. La mia forza è stato il carisma», dirà. A quello aggiunge un’intuizione che si rivela determinante: capire che, per lavorare con una clientela internazionale in una destinazione come la Costa Smeralda, le lingue non erano un optional. Si mette a studiare inglese, francese e tedesco. L’attività si chiama Smeralda, come il mare di quella costa che già allora portava la firma di un turismo d’élite.
Nel 1992, dodici anni dopo l’apertura, arriva un riconoscimento che dice qualcosa di preciso sul percorso fatto. Simplicio Azara vince il premio “Italia che lavora”, un oscar dedicato ad aziende e imprenditori selezionati per eccellenza e tenacia. Era la conferma che il piccolo autonoleggio olbiese, partito con cinque Fiat 127 e un fondatore che aveva scelto di lavorare in proprio, aveva costruito qualcosa di solido. Il mercato, nel frattempo, continuava a crescere.
Per dare la misura di quanto il settore si sia sviluppato in quegli anni, basta guardare i numeri di oggi. Nella sola Olbia sono attive circa quaranta compagnie di autonoleggio, trenta delle quali si trovano nell’area aeroportuale. Il parco auto complessivo sfiora le ventimila unità. È un ecosistema industriale di tutto rispetto, costruito in pochi decenni attorno a un aeroporto. Quando Simplicio Azara ha iniziato, quella stessa struttura era ancora una pista di campagna chiamata Venafiorita. Lui era già lì.
Oggi Autonoleggio Smeralda conta duecento vetture e una flotta che comprende anche scooter. Le due sedi operative sono quella dell’aeroporto Costa Smeralda e una a Porto Cervo Marina, in quello stesso territorio che Azara percorreva avanti e indietro da giovane dipendente di Avis. La gestione quotidiana è nelle mani dei suoi figli, a cui ha passato le redini dell’attività. Simplicio Azara ha ottantuno anni, li ha appena compiuti, e non ha nessuna intenzione di sparire. «Io sono il tuttofare – dice sorridendo –. Quando mi chiamano, sono pronto a tutto».
Cinquantasette anni di carriera, attraverso la crescita di un’industria, la nascita di un mercato, la trasformazione di una Sardegna. Da regione di transito è diventata una delle destinazioni più ambite d’Europa. Azara ha visto tutto questo dal banco di un autonoleggio, prima in abiti da dipendente poi da titolare, sempre dallo stesso territorio. La storia di Smeralda è quella di chi aveva scelto di restare. Di costruire qualcosa in casa propria quando era ancora difficile, con una coerenza che con gli anni ha prodotto risultati visibili. Alcune storie d’impresa si misurano in premi e bilanci. Questa si misura anche nel fatto che, a ottantuno anni, quando chiami il fondatore risponde ancora.
