7.500 tonnellate di acciaio costruite in Sardegna per il Mar Nero: Saipem e la fondazione del progetto Neptun Deep in Romania

Centoventicinque metri di altezza, cinquanta per cinquanta di base, settemilacinquecento tonnellate di acciaio. Il jacket destinato al progetto Neptun Deep è una delle strutture più grandi mai costruite nel cantiere Saipem di Arbatax, nella Sardegna centro-orientale. Il manufatto è già in fase di load-out, l’operazione di trasferimento sulla nave cargo Castoro 11. A metà giugno salperà verso il Mar Nero con questo carico eccezionale a bordo.

Il progetto Neptun Deep Gas Development riguarda lo sviluppo dei giacimenti di gas naturale al largo delle coste rumene. Saipem si è aggiudicata il contratto nell’agosto del 2023, con un incarico che comprende ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione. La fondazione jacket costruita ad Arbatax è la base strutturale dell’intera piattaforma. Su di essa verrà posato il topside: la parte superiore della piattaforma, visibile sopra il livello del mare. Questa componente proviene dal cantiere Saipem di Karimun, in Indonesia.

Costruire una struttura di questa dimensione richiede soluzioni ingegneristiche specifiche. Il jacket è stato assemblato in posizione orizzontale: è l’unico modo per gestire altezze che sfiorano i 125 metri all’interno di un cantiere terrestre. Verrà trasportato nelle stesse condizioni a bordo della Castoro 11, con una nave che ha le caratteristiche strutturali necessarie per reggere questo tipo di carico. Solo una volta raggiunta la posizione nel Mar Nero arriverà il momento del ribaltamento in verticale. L’operazione sarà eseguita dalla Saipem 7000, nave con capacità di sollevamento adeguate per portare la struttura alla sua orientazione definitiva. Otto pali in acciaio del diametro di 2,5 metri la fisseranno al fondale marino.

Il perimetro dell’intervento va oltre la fondazione. Saipem coordinerà anche lo sviluppo dei campi sottomarini Domino e Pelican: il primo a circa mille metri di profondità, il secondo a circa 125. Le due operazioni richiedono tecnologia e know-how che raramente si trovano concentrate in un singolo soggetto. A completare il quadro, la posa di una condotta gas da 30 pollici, lunga circa 160 chilometri. Con essa verrà posato un cavo in fibra ottica, dalla piattaforma offshore fino alla costa rumena, con operazioni di microtunneling per l’approdo a riva.

Il cantiere di Arbatax è al centro di questa storia con una valenza che supera la singola commessa. Tortolì, nella Sardegna centro-orientale, ospita un polo industriale di rilevanza internazionale capace di costruire strutture destinate ai fondali di mezzo mondo. La capacità tecnica sviluppata nel tempo in questo cantiere ha permesso di aggiudicarsi un progetto di questa scala, e di dimostrare che il manifatturiero avanzato italiano sa competere su commesse che richiedono ingegneria complessa, logistica di grande portata e standard di qualità elevati.

Il progetto Neptun Deep si inserisce in un contesto geopolitico ed energetico preciso. L’Unione Europea ha fatto della diversificazione delle fonti di approvvigionamento uno dei propri obiettivi strategici, in risposta alla dipendenza dal gas russo che la crisi degli ultimi anni ha reso insostenibile. I giacimenti del Mar Nero rumeno rappresentano una delle risorse disponibili per ridurre questa dipendenza. L’area è geograficamente prossima all’Europa centrale e le riserve hanno dimensioni significative. Una piattaforma che nasce in parte dai cantieri della Sardegna e contribuisce alla sicurezza energetica europea è un esempio concreto. Dice come la capacità industriale italiana si traduca in un contributo al sistema-continente.

Saipem è tra i pochi operatori al mondo in grado di gestire l’intera catena di un progetto offshore di questa complessità: dalla progettazione alla costruzione, dall’installazione fino allo sviluppo dei campi sottomarini. La combinazione tra un jacket costruito in Sardegna, un topside realizzato in Indonesia e un’installazione nel Mar Nero dice qualcosa di preciso sulla natura di questo tipo di impresa. Globale per definizione, italiana per origine e capacità ingegneristica.

Quando la Castoro 11 salperà da Arbatax a metà giugno, porterà con sé una delle strutture più grandi mai uscite da quel cantiere. Il manufatto ha impegnato il sito di Tortolì per mesi. Arriverà nel Mar Nero, verrà ruotata in verticale e posata sul fondale. Produrrà gas che alimenterà reti energetiche europee. Tutto comincia da un cantiere nella Sardegna orientale. È questo tipo di discrezione industriale a rendere interessante la storia di Saipem e dei siti che ne costruiscono i progetti.