Massimiliano Rubattu e Sinetempore: progettare spazi che durano nel tempo

C’è una parola latina nel nome di questa azienda che dice già tutto: sine tempore, senza tempo. È il principio che Massimiliano Rubattu ha messo al centro del proprio lavoro fin dall’inizio: progettare spazi e arredi che non seguano le mode, ma costruiscano ambienti capaci di resistere al tempo. Un’ambizione che parte da lontano e che si è trasformata, nel corso di quasi trent’anni, in un percorso professionale preciso.

Rubattu comincia come dipendente, nel ruolo di disegnatore. Poi arriva la vendita, e nel 1998 avviene il primo salto: costituisce una società insieme ai suoi ex titolari. È già un segnale di come pensa il lavoro: chi ha imparato il mestiere dall’interno tende a costruire qualcosa di proprio quando capisce di avere le competenze per farlo. Nel 2004 nasce Sinetempore, con un focus sulla vendita di arredi. Poi, nel 2022, arriva l’evoluzione verso Sinetempore Interior: non più solo prodotto, ma progettazione integrata degli spazi.

Questo passaggio racconta una traiettoria che molte aziende del settore arredo e design conoscono bene. Vendere arredi richiede competenze commerciali e una conoscenza profonda del prodotto. Progettare spazi richiede qualcosa di più complesso: la capacità di ascoltare il cliente, di interpretare le sue esigenze funzionali e le sue aspettative estetiche, di tradurre tutto questo in un progetto coerente che poi qualcuno dovrà eseguire. È un salto che non tutte le realtà riescono a fare, perché richiede un cambio di posizionamento sul mercato oltre che di competenze interne.

Il periodo del Covid ha rappresentato, nelle parole di Rubattu, un momento molto formativo. Ha cambiato le regole del gioco. È una lettura che chi lavora nella progettazione di spazi ha sperimentato in modo diretto: la pandemia ha ridefinito il modo in cui le persone usano gli ambienti, sia in ambito residenziale che professionale. Il lavoro da remoto, la necessità di spazi multifunzionali, l’attenzione al benessere all’interno degli ambienti chiusi: sono tutti elementi che hanno cambiato le richieste che arrivano a chi progetta interni. Per Rubattu, quella fase è diventata un’occasione per mettere a fuoco la propria visione.

Sul piano dell’approccio professionale, il principio che guida il lavoro di Sinetempore è quello della responsabilità diretta. Rubattu descrive questo concetto con precisione: prendersi la responsabilità di ciò che si fa, con la giusta causatività, mettersi in prima persona davanti a tutto. È un modo di lavorare che rifiuta le zone grigie, quelle situazioni in cui l’esecutore scarica sul committente e il committente scarica sul progettista. Chi firma un progetto ne risponde fino in fondo, anche quando l’esecuzione incontra difficoltà.

Tra i lavori recenti che Rubattu cita come riferimento c’è il progetto realizzato per il MAB Business Center. È un esempio di quello che intende quando parla di strutture importanti che rappresentano aziende: spazi che devono comunicare i valori e l’identità di chi ci lavora, non solo ospitare funzioni. È la direzione verso cui Sinetempore Interior vuole crescere: ampliare la componente progettuale, cercare commesse di maggiore complessità, investire nel marketing per comunicare la nuova filosofia dell’azienda.

Il tema dell’intelligenza artificiale è uno di quelli che Rubattu affronta con una riflessione lucida. L’AI sta cambiando il settore: oggi chiunque può generare idee visive e suggerimenti progettuali apparentemente convincenti. La questione, però, rimane la stessa di sempre: comunicare in modo preciso a chi esegue il progetto, con la competenza necessaria per trasformare un’idea in uno spazio che funziona. Le piattaforme di intelligenza artificiale generano immagini e concept, ma non costruiscono la relazione con il cliente, non gestiscono i cantieri, non risolvono i problemi che emergono tra la tavola di progetto e la realtà dell’esecuzione. La competenza professionale resta insostituibile: cambia il modo in cui si arriva all’idea, non la responsabilità di chi la realizza.

Su questo punto Rubattu tocca un tema strutturale del settore italiano del design degli interni: il problema del riconoscimento professionale. Il suo obiettivo è portare Sinetempore ad avere una certificazione operativa certa e chiara. La denuncia che porta è precisa: oggi i professionisti del settore non vengono riconosciuti come figure professionali strutturate, ma quasi come artisti, con tutto ciò che questo comporta in termini di percezione del valore e di negoziazione del prezzo. La qualità dell’operato, la professionalità di un approccio, la complessità di un progetto ben fatto: tutto questo non può essere sacrificato alla negoziazione del compenso o all’assenza di un titolo formalmente riconosciuto.

È una posizione che ha implicazioni pratiche immediate. Un professionista che non è riconosciuto come tale fatica a comunicare il valore del proprio lavoro, perché il mercato tende a valutare quello che conosce e che sa misurare. Una certificazione operativa chiara darebbe a Sinetempore uno strumento per posizionarsi in modo più netto, distinguendosi da chi approccia la progettazione degli interni in modo episodico o senza una metodologia definita.

Sine tempore, senza tempo. Il nome dell’azienda è anche una dichiarazione di metodo. Progettare qualcosa che duri non significa solo scegliere materiali resistenti o stili che non passino di moda. Significa costruire relazioni con i clienti, coltivare la propria competenza nel tempo e avere la solidità organizzativa per portare i progetti fino in fondo. Sono le stesse cose che Rubattu sta costruendo, un intervento alla volta, da quasi trent’anni.