Sassari entra nell’era del gas naturale: 190 km di rete convertiti, 9 milioni di investimento e uno smart meter già pronto per l’idrogeno

Una fiaccola accesa in Piazza del Comune, davanti a Palazzo Ducale. Con questo gesto simbolico, Sassari ha celebrato il completamento di un’operazione infrastrutturale di grande portata. Anni di lavoro e nove milioni di euro di investimento hanno portato alla conversione dei centonovanta chilometri di rete di distribuzione dalla vecchia aria propanata al gas naturale. Un’adesione dei cittadini prossima al cento per cento ha reso possibile il risultato. È la seconda città della Sardegna a compiere questo passaggio, e lo fa con la più alta percentuale di adesione registrata tra i grandi centri dell’isola.

L’aria propanata è stata per decenni l’unica fonte di gas disponibile in Sardegna, un’isola esclusa dalla rete nazionale del metano. La sua distribuzione avveniva tramite reti locali alimentate da impianti di vaporizzazione. Costi energetici più elevati, minore efficienza e un impatto ambientale superiore rispetto al gas naturale: queste le caratteristiche che il passaggio al metano viene a cambiare. La costruzione progressiva dell’infrastruttura gasistica sull’isola, avviata nell’ambito del DPCM Sardegna, ha reso possibile la sostituzione. Medea, società del Gruppo Italgas operativa nella distribuzione del gas in Sardegna dal 2018, ha gestito l’intera operazione sassarese.

Il completamento dell’intervento è avvenuto con circa un mese di anticipo rispetto alle previsioni iniziali, un dato che racconta la qualità dell’esecuzione. L’investimento complessivo, pari a circa nove milioni di euro, è stato interamente sostenuto da Medea, senza oneri per l’amministrazione pubblica. La conversione si è svolta garantendo la continuità del servizio ai clienti che hanno aderito per tempo. L’adesione ha sfiorato il cento per cento: il dato più alto mai registrato nei grandi centri della Sardegna.

Uno degli elementi tecnici più significativi dell’operazione è l’installazione dello smart meter proprietario Nimbus, tra i più avanzati al mondo nel settore della misurazione del gas. La sua particolarità è la capacità di processare, fin da subito, percentuali di idrogeno superiori al venti per cento nel mix distributivo. In un settore in cui molte infrastrutture sono ancora pensate per il solo gas fossile, Sassari si dota di un sistema già predisposto per i combustibili del futuro, con una compatibilità che guarda all’evoluzione del mercato energetico europeo.

I benefici economici per i cittadini e le attività commerciali sono immediati. Con il passaggio al gas naturale, il risparmio in bolletta può arrivare fino all’undici per cento su base annua, in funzione dei consumi. L’attesa è però rivolta all’imminente definizione del quadro regolatorio connesso al DPCM Sardegna. Con il completarsi del quadro normativo e l’incremento della concorrenza nel mercato, il risparmio potrà consolidarsi fino a circa il venticinque per cento. Per le famiglie e le imprese sassaresi, è una variazione che incide in modo tangibile sui costi operativi quotidiani.

Sul piano ambientale, il passaggio ha un peso misurabile. La conversione al gas naturale produrrà una riduzione delle emissioni nocive in atmosfera equivalente all’eliminazione dalla circolazione di circa millequattrocento automobili. È un dato che esprime concretamente l’impatto di una scelta infrastrutturale su un tessuto urbano. Il gas naturale brucia in modo più pulito, produce meno particolato e riduce le emissioni rispetto all’aria propanata, con ricadute dirette sulla qualità dell’aria in città.

Il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, ha partecipato alla cerimonia sottolineando il valore del processo in corso. «Siamo fermamente convinti del valore della transizione energetica e siamo fortemente determinati a favorire nel nostro territorio uno sviluppo sostenibile dell’uso delle fonti rinnovabili», ha dichiarato. La sua posizione è quella di chi guarda all’intero arco della transizione: «Questo processo richiede tempo e deve essere condotto sotto la stretta vigilanza delle istituzioni pubbliche. Nel frattempo è fondamentale che la rete del gas si adegui e abbia un impatto ambientale sempre più ridotto e un costo sempre più sostenibile per le cittadine e i cittadini». La conclusione è chiara: «Ben venga l’investimento del Gruppo Italgas, che consentirà a Sassari di disporre di un’infrastruttura più sicura, più compatibile sul piano ambientale e più economica».

Ruggero Bimbatti, Amministratore Delegato di Medea, ha inquadrato la giornata in termini industriali e sociali. «Il passaggio al metano della città di Sassari rappresenta un risultato di grande valore industriale, energetico e sociale per l’intero territorio. Oggi compiamo un passo decisivo nell’implementazione dell’assetto infrastrutturale delineato dal DPCM Sardegna», ha dichiarato. Bimbatti ha sottolineato in particolare l’ampia partecipazione dei sassaresi, la cui adesione convinta ha reso possibile completare la conversione nei tempi record registrati. «Sassari entra così a pieno titolo tra le città protagoniste del percorso di transizione energetica della Sardegna verso fonti sempre più sostenibili», ha concluso.

L’operazione di Sassari si inserisce in un percorso più ampio che la Sardegna sta percorrendo verso l’indipendenza energetica e la riduzione della propria dipendenza da fonti costose e inquinanti. La conversione della seconda città dell’isola, completata con anticipo e con la più alta adesione popolare registrata, è un risultato significativo. Dice qualcosa sul consenso che può raccogliere una trasformazione infrastrutturale quando viene gestita con continuità del servizio e vantaggi concreti per chi vi partecipa. La fiaccola accesa in Piazza del Comune segna la chiusura di un capitolo e l’apertura di un altro, con una rete già pronta per le sfide energetiche dei prossimi decenni.