Il sardo Lorenzo Pireddu alla guida del Sud Europa di Qonto

C’è un passaggio che, più di altri, aiuta a leggere la traiettoria di una fintech europea quando decide di consolidare la propria presenza nei mercati più frammentati e vitali del continente: la scelta delle persone a cui affidare quella crescita. La nomina di Lorenzo Pireddu a Managing director per il Sud Europa di Qonto si colloca esattamente in questo punto. Non è soltanto un cambio di vertice operativo, ma il segnale di una fase nuova per una realtà che oggi conta oltre 600.000 clienti e che punta a rafforzare la propria posizione in un’area composta da Italia, Spagna e Portogallo, dove operano oltre 8,8 milioni di imprese.

Qonto, nata come soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti, ha costruito negli anni una presenza significativa nei mercati del Sud Europa. L’Italia e la Spagna, in particolare, rappresentano per l’azienda due Paesi strategici, presidiati dal 2019. Il Portogallo, entrato nel perimetro operativo nel 2024, è invece la frontiera più recente di un’espansione che oggi assume un profilo più strutturato. Il dato che accompagna questa nuova fase è chiaro: nel 2026 la società intende aumentare del 24% su base annua i propri investimenti nell’area, destinandoli a nuove assunzioni, sviluppo di prodotto e attività di marketing. È una scelta che conferma come il Sud Europa non venga considerato un’estensione periferica del business, ma uno dei suoi assi di sviluppo più rilevanti.

In questo quadro si inserisce l’arrivo di Pireddu, 43 anni, originario di Oristano, con una formazione economica maturata all’Università Bocconi e oltre quindici anni di esperienza nello sviluppo di aziende tecnologiche in settori ad alta regolamentazione. Negli ultimi sei anni ha ricoperto il ruolo di Managing director per l’Italia in Uber, esperienza che si aggiunge a precedenti incarichi di leadership in 77Agency e GotU.io, realtà per le quali ha contribuito ai processi di espansione internazionale tra Europa e Stati Uniti. Il profilo che emerge è quello di un manager abituato a operare in contesti complessi, dove crescita, compliance e capacità di adattamento devono convivere in equilibrio costante.

Qonto gli affida ora la supervisione della crescita in tre mercati diversi ma accomunati da una struttura produttiva in cui microimprese, piccole imprese e professionisti giocano un ruolo decisivo. Si tratta di un’area vasta, con esigenze articolate e con un tratto comune ben riconoscibile: una lunga distanza, almeno secondo la lettura della società, tra i bisogni quotidiani delle imprese e l’offerta storicamente proposta dagli operatori tradizionali. Il riferimento è a strumenti di controllo delle spese poco evoluti, sistemi di fatturazione inefficienti, operatività bancaria spesso lenta e poco adatta alla rapidità richiesta da attività economiche di dimensione medio-piccola.

È proprio su questo terreno che si colloca anche il legame personale di Pireddu con il nuovo incarico. Nelle sue parole, il punto di contatto con Qonto nasce da una memoria diretta: quella di una famiglia di imprenditori di medie dimensioni in Sardegna e dell’osservazione ravvicinata delle difficoltà finanziarie incontrate dalle PMI. Le lunghe file in banca, la carenza di strumenti di controllo, i limiti organizzativi dei sistemi tradizionali non sono, nel suo racconto, elementi astratti di analisi, ma problemi visti da vicino. È una chiave che restituisce concretezza alla nomina: la guida del Sud Europa viene affidata a un manager con esperienza internazionale, ma anche con una conoscenza personale del tessuto imprenditoriale che Qonto punta a servire.

La scelta si inserisce inoltre in un momento delicato e decisivo per la fintech, che sta compiendo i passaggi necessari per diventare banca. Questo elemento aggiunge profondità strategica alla nomina, perché amplia il raggio della sfida: non si tratta solo di far crescere la presenza commerciale in tre Paesi, ma di accompagnare l’evoluzione dell’offerta in una fase in cui Qonto si prepara ad allargare il proprio campo d’azione anche nell’ambito dei finanziamenti. Da qui la necessità, sottolineata dal co-founder e CEO Alexandre Prot, di una leadership capace di leggere insieme complessità regolatoria, esigenze locali e ambizione europea.

Prot definisce il Sud Europa determinante per la crescita di Qonto fin dagli inizi. È un’affermazione che trova riscontro nella scelta di rafforzare la struttura organizzativa dell’area, che oggi conta oltre 350 dipendenti distribuiti tra gli uffici di Milano e Barcellona, con un ulteriore potenziamento previsto anche per il team in Portogallo. La dimensione dell’investimento umano accompagna così quella economica, a conferma di un approccio che lega la crescita non a un presidio soltanto commerciale, ma a una presenza operativa radicata.

La geografia dell’area meridionale europea presenta, del resto, una combinazione particolarmente interessante per un operatore come Qonto. Da un lato ci sono mercati maturi come Italia e Spagna, dove la società ha già consolidato una presenza nell’ecosistema delle PMI. Dall’altro c’è il Portogallo, entrato più di recente nel radar aziendale e descritto come una rilevante opportunità di espansione. In mezzo, un bacino di quasi 9 milioni di imprese che rappresenta, nelle parole di Pireddu, un’enorme occasione di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è posizionarsi come il partner finanziario che queste imprese hanno atteso a lungo, facendo leva sull’ampliamento dell’offerta e sull’aumento degli investimenti nei territori.

È qui che la nomina assume un significato più ampio. Non racconta soltanto l’avanzamento di carriera di un manager italiano in una realtà europea di primo piano, ma segnala anche un movimento di sistema: la crescente attenzione delle fintech verso il mondo delle PMI del Sud Europa, segmento che per anni è rimasto parzialmente scoperto o servito in modo non pienamente coerente con i suoi bisogni. In questo senso, la figura di Pireddu si colloca all’incrocio tra due traiettorie: quella di un professionista cresciuto in contesti internazionali e quella di un’azienda che, per continuare a crescere, deve avvicinarsi ancora di più alla concretezza delle economie locali.

La storia personale del nuovo Managing director e la strategia di Qonto finiscono così per convergere attorno a una stessa idea: che l’innovazione finanziaria, per essere davvero incisiva, debba parlare il linguaggio operativo delle imprese, comprenderne i tempi, le fragilità e le ambizioni. Nel Sud Europa questa sfida ha un peso particolare, perché qui il sistema economico si regge in larga parte su una trama diffusa di piccole attività, professionisti e aziende familiari. È un mondo che richiede efficienza, ma anche prossimità e comprensione del contesto.

Con la nomina di Lorenzo Pireddu, Qonto prova a dare una risposta organizzata a questa esigenza. Il passaggio è rilevante perché arriva in una fase di investimento, di crescita e di ridefinizione dell’identità stessa della società. E perché mostra come, in un settore ad alta intensità tecnologica, la scelta della leadership continui a essere una decisione profondamente industriale: quella che stabilisce in che modo un’impresa intende stare dentro il mercato che ha deciso di servire.

La nomina di Lorenzo Pireddu alla guida del Sud Europa di Qonto racconta più di un semplice cambio manageriale.
Segna una fase in cui la fintech, già forte di oltre 600.000 clienti, rafforza il presidio su Italia, Spagna e Portogallo, un’area che conta oltre 8,8 milioni di imprese.
Con un aumento degli investimenti del 24% nel 2026, la società punta su assunzioni, prodotto e presenza locale.
Al centro resta il mondo delle PMI, osservato non come segmento astratto, ma come infrastruttura concreta dell’economia europea.
È da qui che passa la nuova traiettoria di crescita.