Sardegna all’ITB China di Shanghai: turisti cinesi in crescita del 42%, immagini della Sardegna sui maxischermi di Pechino e la strategia per un mercato da 1,4 miliardi
Sui maxischermi LED delle principali piazze e stazioni metropolitane di Pechino e Shanghai scorrono, in questi giorni, le immagini della Sardegna. Coste, borghi, paesaggi dell’interno: visioni di un’isola che vuole farsi conoscere a un pubblico di oltre un miliardo e quattrocento milioni di potenziali viaggiatori. È la cornice visiva di un investimento che la Regione Sardegna ha scelto di fare sul mercato cinese, in un momento in cui il turismo internazionale dalla Cina verso l’Europa sta attraversando una fase di espansione significativa e di trasformazione qualitativa.
A Shanghai, in questi giorni, si tiene ITB China 2026, uno degli appuntamenti internazionali di maggiore rilevanza per il settore turistico nel mercato asiatico. La Regione Sardegna è presente con una delegazione guidata dall’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu. La partecipazione alla fiera si inserisce in un piano di internazionalizzazione avviato dall’Assessorato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Il piano ha già portato l’isola alle principali manifestazioni mondiali del settore: dal World Travel Market di Londra all’ILTM di Cannes, dal Fitur di Madrid alla BIT di Milano, dal Fespo di Zurigo all’ITB di Berlino, fino al Travel Agent Forum di Las Vegas e al WTM Latin America di San Paolo del Brasile.
I dati sulla crescita del turismo cinese in Sardegna sono ancora piccoli in numeri assoluti, ma la traiettoria è quella giusta. Le presenze hanno fatto segnare una crescita del 42,3% rispetto al 2023 e del 26,6% rispetto al 2024. La permanenza media è in progressivo aumento, indicatore di un turismo che si consolida e che tende a generare più spesa per notte. Il mercato di riferimento, con oltre un miliardo e quattrocento milioni di persone, è tra i più grandi al mondo, e la componente che viaggia all’estero verso l’Europa è in espansione.
Il viaggiatore cinese internazionale sta cambiando profilo. Il modello classico del tour di gruppo verso le grandi capitali europee cede terreno a itinerari più personali, immersivi, radicati nel territorio. Le destinazioni capaci di offrire un’identità culturale forte e un’esperienza non standardizzata guadagnano attrattività. È un cambiamento strutturale che premia esattamente il tipo di offerta che la Sardegna può mettere in campo. «La Cina sta vivendo una stagione di forte espansione dei viaggi internazionali verso l’Europa, con una componente sempre più rilevante di turisti che cercano destinazioni capaci di offrire una pluralità di prodotti e di esperienze. La Sardegna, con il suo patrimonio di natura, cultura, archeologia e tradizioni millenarie, risponde esattamente a questa domanda», ha dichiarato Cuccureddu.
Parallelamente alla partecipazione alla fiera, l’Assessorato del Turismo ha avviato una campagna promozionale multicanale in collaborazione con UnionCamere Sardegna, che ha coinvolto Huawei, multinazionale tecnologica di primo piano nel mercato cinese. L’iniziativa combina presenza fisica e digitale. I maxischermi LED nelle piazze e nelle stazioni metropolitane di Pechino e Shanghai portano le immagini dell’isola davanti a milioni di passanti ogni giorno. Sul digitale, i contenuti raggiungono un’audience profilata con precisione. Il target sono turisti che hanno già viaggiato in Europa, con elevata propensione alla spesa e interesse esplicito per l’Italia.
La campagna è costruita su tre profili di riferimento. I giovani tra i ventiquattro e i trentaquattro anni, attratti da cultura ed esperienze visive. Le famiglie con reddito elevato, orientate alla qualità. I viaggiatori senior con disponibilità economiche medio-alte e preferenza per ritmi lenti. A ciascuno di questi segmenti vengono indirizzati contenuti specifici: siti archeologici, carnevali storici, gastronomia, borghi dell’interno, turismo attivo e artigianato artistico. È un approccio che definisce la Sardegna come destinazione plurale, capace di rispondere a domande diverse senza perdere coerenza di posizionamento.
Il messaggio che la Regione intende portare in Cina è preciso, nelle parole dell’assessore: «Sono dati che ci incoraggiano a fare di più e meglio. Il mercato cinese, vastissimo, con oltre 1,4 miliardi di persone, cresce, e cresce in modo qualitativo. Il nostro compito è farci trovare pronti, con un’offerta adeguata e una promozione all’altezza». La Sardegna, nella narrazione costruita per il pubblico cinese, è un’isola da vivere in tutte le stagioni, con un patrimonio che abbraccia molto più delle coste. Archeologia, natura, gastronomia, tradizioni e turismo esperienziale sono contenuti che si rivolgono a chi ha già superato la fase del turismo di massa verso le capitali europee e cerca qualcosa di più specifico e radicato.
La presenza a Shanghai chiude un cerchio. Nei dodici mesi precedenti il percorso aveva toccato Londra, Cannes, Madrid, Milano, Zurigo, Berlino, Las Vegas e San Paolo. È una strategia di diversificazione geografica dei mercati che risponde a una logica chiara. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da pochi grandi bacini di provenienza e costruire flussi di qualità capaci di generare un impatto economico diffuso su tutto il territorio isolano. Il mercato cinese è il più recente e, probabilmente, il più complesso da penetrare. La crescita del 42% in due anni e i maxischermi di Pechino dicono che la direzione è quella giusta. Il lavoro, però, è ancora all’inizio.
