Sedici edizioni sotto le stelle della Gallura: il Figari Short Film Fest porta a Golfo Aranci oltre 2.000 cortometraggi da 40 Paesi

Cala Sassari, spiagge, lungomare: dal 15 al 20 giugno 2026, Golfo Aranci si trasforma in una sala cinematografica diffusa. Le proiezioni serali sono gratuite e aperte a tutti. La platea è il mare. Il Figari International Short Film Fest è giunto alla sedicesima edizione, portando in Gallura oltre duemila cortometraggi da quaranta Paesi. Molti di questi approderanno a Golfo Aranci in anteprima mondiale, europea o nazionale.

Fondato da Matteo Pianezzi, il Figari è nato in Sardegna e ha impiegato sedici anni a costruirsi una reputazione internazionale. Il cortometraggio è un formato che fatica a trovare spazio stabile nel sistema distributivo tradizionale. È anche il luogo dove si forma la generazione successiva di autori e registi. Avere un festival di questo livello radicato in un territorio come quello gallurese dice qualcosa sulla capacità di certi luoghi periferici di costruire centri di eccellenza culturale. I numeri confermano la portata del progetto: oltre duemila film ricevuti da più di quaranta Paesi, una selezione che certifica la dimensione globale raggiunta dall’evento.

Al centro del programma c’è la competizione per cortometraggi nazionali e internazionali. La selezione di quest’anno conta tra i partecipanti Andrea Arcangeli, noto al pubblico per il ruolo di Roberto Baggio nel film Netflix Il Divin Codino e per la sua presenza ne Il muto di Gallura, che presenterà il proprio cortometraggio in concorso. Jacopo Cullin, attore e autore molto amato in Sardegna, porta il suo ultimo lavoro. Molti dei titoli arriveranno a Golfo Aranci in anteprima mondiale, europea o nazionale. Significa che il pubblico del festival potrà vedere opere che non hanno ancora raggiunto il resto del circuito distributivo. La combinazione di nomi del circuito televisivo e streaming con autori del territorio è una delle caratteristiche che rendono il Figari capace di parlare a pubblici diversi.

Le giurie riflettono la stessa logica di apertura. Per la sezione italiana, il festival ha riunito Irene Maiorino, Federico Cesari e Andrea Bosca. Maiorino è nota per il ruolo di Lila nella quarta stagione de L’amica geniale. Cesari ha costruito il proprio seguito con SKAM Italia e Tutto chiede salvezza. Bosca vanta una lunga carriera tra cinema, teatro e televisione. La giuria internazionale è composta da Mina ElNaggar, Diomedes Kouters e Jorge Ribero, tutti attivi nella promozione del cortometraggio nei principali festival europei e internazionali.

Tra i riconoscimenti in programma, il Premio Beatrice Bracco andrà a Irene Maiorino e Francesco Gheghi, per i rispettivi lavori interpretativi nell’ultimo anno. Il Premio Guglielmo Marconi sarà assegnato agli UfoZero2, riconoscimento dedicato a chi ha saputo rinnovare il linguaggio audiovisivo attraverso il digitale e le nuove piattaforme. È una scelta che dice qualcosa sull’attenzione del festival verso l’evoluzione dei formati: il cortometraggio vive sempre più nella connessione tra distribuzione tradizionale e piattaforme digitali.

Il 19 e 20 giugno il festival ospita anche il Figari International Short Film Market, lo spazio professionale dedicato a produttori, distributori, broadcaster, piattaforme e operatori del settore. Panel, incontri e sessioni di networking sono pensati per favorire la distribuzione e lo sviluppo dei progetti selezionati. Le partnership con France TV, Rai Cinema e WeShort testimoniano la dimensione già raggiunta da questo mercato.

Matteo Pianezzi, fondatore e direttore del festival, sintetizza il percorso con chiarezza: «Arrivare alla sedicesima edizione significa confermare una visione nata molti anni fa». Per Pianezzi, il Figari è stato concepito fin dall’inizio come qualcosa di più di una rassegna: un’esperienza culturale, professionale e umana con il territorio come protagonista. La coerenza di questa visione nel tempo è ciò che ha permesso al festival di diventare un appuntamento riconosciuto nel circuito internazionale.

Dal 15 giugno le proiezioni inizieranno a Cala Sassari. Il 16 si sposteranno a Cala Moresca, e dal 17 il lungomare di Golfo Aranci diventerà lo scenario principale. Sei giorni in cui il cinema si mescola al paesaggio. La selezione internazionale incontra il pubblico locale, e il mercato professionale funziona a pochi metri dall’acqua. È il tipo di formula che spiega perché alcuni festival crescono nel tempo invece di smettere. Tengono insieme la dimensione culturale e quella industriale, e lo fanno in un luogo in cui il contesto amplifica il valore di entrambe.