Nasce la Bcc dell’Isola di Sardegna: la fusione tra Banca Arborea, Confidi e Unifidi crea una realtà da 581 milioni di attivo
Il 23 novembre 2025 sarà operativa una nuova banca. La Banca di Credito Cooperativo dell’Isola di Sardegna nasce dalla fusione di tre realtà che hanno costruito la propria storia nel credito cooperativo sardo nel corso di oltre quarant’anni: Bcc Banca di Arborea, già parte del Gruppo Iccrea, Confidi Sardegna e Unifidi Sardegna. Il via libera della Banca Centrale Europea è arrivato. Le assemblee dei tre soggetti hanno votato favorevolmente, rispettivamente il 16 luglio per Confidi Sardegna, il 24 luglio per Unifidi Sardegna e il 25 luglio per Bcc Banca di Arborea. Il percorso istituzionale è completato.
La nuova banca avrà un attivo di 581 milioni di euro e fondi propri superiori ai 100 milioni. Tredici filiali distribuite sul territorio regionale, con quattro sedi programmate a Cagliari, Sassari, Nuoro e Olbia. I soci sono circa 7.100. L’orientamento iniziale è verso la clientela imprese, con l’obiettivo di raggiungere 356 milioni di euro di finanziamenti alla clientela entro il 2028. Nello stesso orizzonte temporale, la Bcc dell’Isola di Sardegna prevede una crescita degli impieghi di circa 87 milioni, della raccolta diretta di circa 74 milioni e della raccolta indiretta di circa 53 milioni, per una raccolta complessiva di 502 milioni.
Sono numeri che descrivono una realtà di dimensioni significative per il credito cooperativo regionale. La fusione non è la semplice somma di tre bilanci: è la costruzione di un soggetto che può operare con una base patrimoniale più solida, una rete distributiva più capillare e una capacità di finanziamento che nessuno dei tre istituti avrebbe potuto raggiungere singolarmente.
Salvatore Desole, presidente di Unifidi Sardegna, ha usato due parole precise per descrivere quello che ha richiesto questo processo: coraggio e generosità. «Il progetto ha richiesto coraggio e generosità per dare vita a una nuova intrapresa, rinunciando a un pezzo di ciò che ciascuno aveva costruito in oltre quarant’anni di attività, per mettere a fattore comune l’esperienza e il posizionamento nel tempo conquistato». È un’osservazione che va presa sul serio. Le fusioni tra istituti cooperativi richiedono che le rispettive basi sociali rinuncino a una parte dell’identità costruita nel tempo, accettando di diventare qualcosa di diverso da quello che erano. Quando questo avviene con il consenso delle assemblee, il processo ha una legittimità che le operazioni di concentrazione bancaria puramente commerciali raramente raggiungono.
Achille Carlini, presidente di Confidi Sardegna, ha definito il risultato «il coronamento di un percorso lungo e impegnativo di evoluzione strategica», sottolineando che la nuova realtà «sarà espressione del territorio isolano e di proprietà di soci sardi». Luca Peterle, presidente di Bcc Banca di Arborea, ha parlato di passaggio storico per la propria istituzione e ha indicato nella maggiore solidità e capacità di sostegno a famiglie, imprese e comunità locali gli obiettivi della nuova realtà. Giuseppe Maino, presidente del Gruppo Bcc Iccrea, ha inquadrato l’operazione come un passaggio di forte rilevanza strategica per l’intero sistema economico della regione.
La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha offerto una lettura che coglie il punto centrale della specificità del credito cooperativo rispetto al sistema bancario tradizionale: «Una banca del territorio può essere importante anche perché ovviamente conosce le realtà locali. E quindi, anche rispetto all’accesso al credito, ha delle dinamiche che sono differenti». È una distinzione che merita di essere approfondita. Le grandi banche nazionali valutano le richieste di credito attraverso modelli standardizzati che applicano parametri costruiti su scala nazionale. Un istituto che conosce il territorio in cui opera può leggere le specificità locali che quei modelli non catturano: la natura stagionale di certe attività, il valore di reputazioni costruite nel tempo, le caratteristiche delle filiere produttive locali.
Per la Sardegna, questa dimensione ha un peso specifico. Il tessuto economico dell’isola è fatto in larga parte di micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, con una storia creditizia che le banche nazionali faticano a valutare con gli stessi strumenti usati per realtà più strutturate. Un istituto radicato nel territorio, con una rete di filiali che copre le principali città e con una base sociale di 7.100 soci, può costruire relazioni di credito che il circuito bancario tradizionale spesso non attiva.
Il Consiglio di Amministrazione della nuova Bcc sarà ampliato con l’ingresso di quattro amministratori espressione dei due Confidi. È un dettaglio di governance che racconta la struttura dell’accordo: la rappresentanza dei soggetti che si fondono viene mantenuta nel nuovo organismo, garantendo che le competenze e le relazioni costruite nel tempo da Confidi Sardegna e Unifidi Sardegna non vengano disperse nel processo di integrazione.
La Bcc dell’Isola di Sardegna nasce in un momento in cui il sistema bancario italiano è attraversato da una concentrazione progressiva che sta riducendo il numero di istituti di dimensioni medie e piccole. In questo contesto, una fusione tra soggetti cooperativi che produce non una riduzione ma un rafforzamento della presenza territoriale rappresenta una scelta controcorrente. Il 23 novembre sarà la data operativa. Quello che i 7.100 soci hanno votato, però, è già chiaro: una scommessa sulla capacità del credito cooperativo sardo di fare più, insieme, di quanto avrebbe potuto fare ciascuno separatamente.
