Marina Piccola, un totem salvavita rafforza la rete di cardioprotezione: il ruolo delle imprese nella sicurezza pubblica
La sicurezza di un territorio si misura anche nella capacità di intervenire nei momenti più critici, quando il tempo si riduce a pochi minuti e ogni decisione può cambiare l’esito di una vita. È su questo principio che si inserisce l’iniziativa promossa da Sardegna Futura, l’associazione di imprenditori sardi presieduta da Andrea Podda, che ha portato all’installazione di un totem salvavita con defibrillatore automatico esterno al porticciolo di Marina Piccola, a Cagliari.
La donazione, avvenuta sabato 11 aprile al termine di una cerimonia istituzionale nell’aula consiliare del Comune, rappresenta il secondo intervento realizzato dall’associazione dopo quello avviato a Sassari lo scorso febbraio. Due installazioni che, lette insieme, delineano una direzione precisa: costruire una rete di cardioprotezione diffusa, inserita nei luoghi della quotidianità, dove la presenza di un dispositivo salvavita può incidere in modo concreto sulla sicurezza della comunità.
Il punto di partenza è noto in ambito sanitario ma spesso sottovalutato nella percezione collettiva. In caso di arresto cardiaco, i primi minuti sono determinanti. La possibilità di intervenire rapidamente con un defibrillatore può aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. È proprio questa evidenza a guidare la scelta di installare il dispositivo in uno spazio pubblico ad alta frequentazione, vissuto ogni giorno da famiglie, bambini, anziani e operatori del territorio.
Il totem installato a Marina Piccola è un dispositivo di ultima generazione, progettato per garantire affidabilità e continuità operativa. È dotato di un sistema di monitoraggio da remoto tramite rete 4G, che consente il controllo costante dello stato del dispositivo, dalle componenti elettriche alla batteria, fino agli elettrodi. Il defibrillatore integrato è in grado di erogare fino a 360 Joule, adattandosi alle diverse condizioni del torace, anche in presenza di situazioni complesse dal punto di vista clinico. Il dispositivo verrà inoltre registrato in Areus, entrando così nella rete regionale di emergenza.
L’aspetto tecnologico, pur rilevante, rappresenta una parte del progetto. Il significato più ampio riguarda il modello che l’iniziativa propone. Sardegna Futura nasce come rete di imprenditori con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del territorio. In questo caso, l’intervento si colloca su un piano che supera la dimensione economica tradizionale, ponendo l’impresa all’interno di una responsabilità più ampia nei confronti della comunità.
Andrea Podda, presidente dell’associazione e CEO di MAB & Co., ha sintetizzato questo approccio in modo diretto, richiamando il ruolo delle imprese nel contesto sociale. L’idea che emerge è quella di una partecipazione attiva alla costruzione di spazi più sicuri e vivibili, partendo da azioni concrete e misurabili. L’installazione di un defibrillatore in un luogo pubblico non è un gesto simbolico. È un intervento che incide sulla qualità della vita e sulla percezione di sicurezza dei cittadini.
A rendere operativa questa visione è anche il contributo tecnico e progettuale di Simona Buono, responsabile della componente tecnica dell’iniziativa e figura di riferimento di Donne Distribuiscono Defibrillatori S.r.l., realtà impegnata nella diffusione di progetti di cardioprotezione in Sardegna. Il coordinamento tra competenze imprenditoriali e competenze specialistiche rappresenta un elemento centrale del progetto, perché consente di tradurre un’intenzione in un sistema strutturato, in grado di funzionare nel tempo.
L’iniziativa si inserisce nel programma “Le Vie del Cuore”, un progetto più ampio che punta alla creazione di una rete territoriale di dispositivi salvavita installati in punti strategici e monitorati da remoto. L’obiettivo è costruire una presenza diffusa, capace di coprire progressivamente aree sempre più ampie del territorio, riducendo i tempi di intervento e aumentando la possibilità di risposta alle emergenze.
Accanto alla dimensione infrastrutturale, il progetto prevede anche un’attività formativa rivolta alla cittadinanza. Sono in programma corsi gratuiti BLSD, finalizzati a diffondere le competenze necessarie per intervenire in caso di arresto cardiaco. La formazione rappresenta un passaggio decisivo, perché un dispositivo, per quanto avanzato, richiede una comunità in grado di utilizzarlo. La costruzione di consapevolezza diventa quindi parte integrante della strategia, contribuendo a creare un tessuto sociale più preparato e reattivo.
La scelta di partire da luoghi come Marina Piccola non è casuale. Si tratta di spazi che concentrano presenze diverse, in momenti differenti della giornata e dell’anno. In questi contesti, la disponibilità immediata di un defibrillatore può ridurre in modo significativo il tempo tra l’insorgere dell’emergenza e il primo intervento. È una logica che guarda alla prevenzione e alla gestione del rischio in modo concreto, senza attendere che l’emergenza si verifichi per intervenire.
Il progetto di Sardegna Futura si colloca così all’interno di una tendenza più ampia, che vede il mondo imprenditoriale assumere un ruolo attivo nella costruzione di servizi e infrastrutture a beneficio della collettività. In un contesto in cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate a gestire risorse complesse e priorità multiple, la collaborazione con soggetti privati può contribuire ad accelerare processi e a rendere più capillare la presenza di strumenti essenziali.
La seconda installazione realizzata dall’associazione rappresenta quindi un passaggio di continuità. Non un intervento isolato, ma l’avanzamento di un percorso che punta a costruire una rete. La replicabilità del modello è uno degli elementi più rilevanti, perché consente di immaginare una diffusione progressiva dei dispositivi in altri punti strategici della Sardegna.
Il valore di questa iniziativa emerge anche nella sua capacità di tenere insieme dimensioni diverse: tecnologia, formazione, responsabilità sociale e presenza territoriale. Il risultato è un intervento che agisce su un bisogno concreto, traducendo un principio condiviso in un’azione tangibile.
In un momento in cui il dibattito sul ruolo delle imprese si concentra spesso su sostenibilità e impatto, esperienze come questa contribuiscono a definire un campo operativo più preciso. La sicurezza, la salute e la qualità della vita diventano ambiti in cui l’iniziativa privata può intervenire con efficacia, costruendo valore che si misura nel tempo e nella capacità di incidere sulla quotidianità delle persone.
La presenza di un defibrillatore in uno spazio pubblico come Marina Piccola non garantisce da sola la soluzione a tutte le emergenze. Ma rappresenta una possibilità in più, un tempo guadagnato, una risposta immediata in una situazione critica. È in questo spazio, tra il rischio e la possibilità di intervento, che si colloca il senso più concreto dell’iniziativa.
A Marina Piccola è stato installato un nuovo totem salvavita con defibrillatore.
Un intervento concreto che rafforza la rete di cardioprotezione sul territorio e nasce dall’iniziativa di Sardegna Futura.
Il dato più rilevante riguarda il tempo: nei primi minuti, la possibilità di intervenire può cambiare l’esito di un’emergenza.
Accanto alla tecnologia, il progetto punta anche sulla formazione dei cittadini.
Un esempio di come le imprese possano incidere in modo diretto sulla sicurezza e sulla qualità della vita nei territori.
