Kevin e Carola da Monza ad Alghero: l’edicola che riapre sul lungomare e il Gruppo Citrino che cresce ascoltando il territorio
Tra via Perpignan e il lungomare Valencia di Alghero c’era un’edicola chiusa da diversi anni. Kevin Addante, 33 anni, e sua moglie Carola Bello, 34, l’hanno riaperta. Non perché il settore stia attraversando una fase di espansione, ma esattamente per il motivo opposto: mentre molte edicole abbassano definitivamente le serrande, loro hanno visto uno spazio vuoto e hanno deciso di occuparlo.
Kevin e Carola sono originari di Monza. Tre anni fa hanno lasciato il Nord Italia, preso il figlio James, allora di poco più di due anni, e si sono trasferiti ad Alghero. Una scelta di vita che ha trovato espressione concreta in un percorso imprenditoriale costruito per tappe. Prima la gestione della stazione di servizio di via Vittorio Emanuele, poi la conduzione della stazione Eni di Fertilia, e adesso questo nuovo tassello: un’edicola pensata per diventare un punto di riferimento per il quartiere, non una semplice rivendita di quotidiani.
La logica che ha portato all’investimento è emersa direttamente dalla loro attività quotidiana. Nelle due stazioni di servizio, i clienti chiedevano con frequenza dove comprare un giornale o una rivista nella zona del lungomare. La risposta era sempre la stessa: non c’era. «Ci siamo resi conto che mancava un servizio importante e abbiamo deciso di offrirlo», racconta la coppia. È il modo in cui il Gruppo Citrino, il soggetto imprenditoriale che Kevin e Carola hanno costruito, tende a svilupparsi: ascoltando quello che manca, invece di replicare quello che già esiste.
L’edicola del 2026, nella loro visione, non può essere quella del decennio scorso. Accanto ai quotidiani e ai periodici troveranno spazio libri, pubblicazioni dedicate alla Sardegna, prodotti del territorio, articoli stagionali e servizi pensati per semplificare la vita quotidiana. Il perimetro dell’offerta è stato pensato per rispondere alle esigenze di due pubblici distinti: i residenti del quartiere, che hanno bisogno di un punto di prossimità accessibile tutto l’anno, e i visitatori, che cercano un contatto con la cultura e il territorio locale.
Il tema della concorrenza con l’e-commerce e la grande distribuzione è al centro della loro riflessione imprenditoriale. La risposta che danno è diretta: l’edicola punta su quello che il web non riesce a offrire. «Internet garantisce velocità, ma non sostituisce l’accoglienza e il contatto diretto. Vogliamo che chi entra trovi una persona pronta ad ascoltare, consigliare e aiutare», spiegano. È un posizionamento preciso, che non prova a competere sul prezzo o sulla varietà del catalogo, ma sulla qualità della relazione. Una scelta che richiede coerenza quotidiana, ma che in un contesto di quartiere può costruire nel tempo una fedeltà difficile da erodere.
Le difficoltà del settore sono reali e Kevin e Carola non le minimizzano. Costi di gestione, logistica complessa e margini in progressiva riduzione rendono la gestione di un’edicola un esercizio di equilibrio continuo. Il punto di vista che scelgono, però, è quello di chi guarda alle opportunità piuttosto che ai limiti della situazione: «Chi fa impresa deve investire e creare servizi, non limitarsi a lamentarsi». È una posizione che riflette la stessa logica con cui hanno affrontato il trasferimento da Monza: vedere un’opportunità dove altri vedono un rischio, e costruire qualcosa di concreto.
La stagionalità del turismo algherese è un elemento strutturale con cui qualsiasi attività commerciale della zona deve fare i conti. Kevin e Carola hanno progettato l’edicola per reggere anche l’inverno, costruendo un’offerta orientata principalmente ai residenti. «Se diventi un servizio quotidiano per il quartiere», spiegano, «affronti anche l’inverno con maggiore serenità». È la stessa logica che governa la gestione delle stazioni di servizio: costruire una base di clientela stabile che prescinda dai picchi stagionali, invece di affidarsi esclusivamente al flusso turistico.
Un’attenzione particolare è riservata all’editoria locale e agli autori sardi. La scelta di dare spazio alla cultura del territorio risponde a una doppia esigenza: offrire ai residenti un punto di riferimento per la produzione culturale locale e proporre ai turisti un accesso diverso alla conoscenza dell’isola, al di là delle guide generiche. È un modo di differenziare l’offerta che ha senso soprattutto in una città come Alghero, dove la componente identitaria e culturale è molto presente.
Il Gruppo Citrino, che Kevin e Carola hanno costruito in tre anni partendo da zero in una città che non era la loro, ha un metodo riconoscibile. Osserva il territorio, identifica i servizi mancanti, investe per colmarli. Le due stazioni di servizio, i nuovi progetti in cantiere come il lavaggio auto, e adesso l’edicola formano un insieme coerente. Ciascuna attività risponde a un bisogno concreto che la coppia ha rilevato sul campo. Nessuna nasce da una visione astratta di mercato, ma dalla frequentazione quotidiana di un quartiere e dei suoi abitanti.
Riaprire un’edicola chiusa da anni in un momento in cui il settore è in contrazione potrebbe sembrare una scelta controcorrente. In realtà è la stessa scelta che Kevin e Carola hanno fatto tre anni fa, quando hanno lasciato Monza per costruire qualcosa in Sardegna. Anche allora il ragionamento era semplice: c’è uno spazio disponibile, c’è un bisogno reale, vale la pena provarci. Fino a qui ha funzionato.
