Flosslab acquisisce GreenShare: due spin-off universitari sardi si uniscono sotto Net Service Group per competere su scala nazionale
Entrambe nate nei laboratori dell’Università di Cagliari, entrambe cresciute attraverso anni di ricerca applicata, entrambe radicate in un territorio che ha costruito nel tempo una vocazione riconoscibile nel digitale. Flosslab e GreenShare si conoscevano già, prima che l’operazione annunciata oggi a Cagliari le rendesse parte della stessa struttura societaria. La loro storia comune — fatta di tecnologie abilitanti, clienti pubblici e privati su scala nazionale, e un legame profondo con l’ecosistema universitario sardo — ha reso questa acquisizione qualcosa di più di una normale operazione di consolidamento industriale.
Flosslab, azienda ICT sarda controllata da Net Service Group, ha perfezionato l’ingresso nel capitale di GreenShare con l’acquisizione iniziale del 51% delle quote e un’opzione call per il 100% delle azioni esercitabile al verificarsi di determinate condizioni. GreenShare è una realtà cresciuta a partire dalla ricerca universitaria e oggi attiva nello sviluppo di soluzioni digitali per la mobilità sostenibile, con una base clienti distribuita su tutto il territorio nazionale. La conferenza stampa di presentazione ha messo in luce con chiarezza che il valore di questa operazione non si esaurisce nella logica finanziaria: è anche, e forse soprattutto, una storia di competenze locali che si consolidano, si rafforzano e acquisiscono la capacità di competere su mercati più ampi senza perdere la propria identità.
I numeri che emergono dall’operazione definiscono le coordinate del progetto industriale. Con l’integrazione di GreenShare, la presenza di Net Service Group in Sardegna supera i cinque milioni di euro di fatturato annuo e i cinquanta addetti. La traiettoria di crescita prospettata punta a raggiungere nel 2027 i sei milioni di euro di fatturato e oltre sessanta persone. Sono obiettivi che, in un contesto regionale ancora caratterizzato da una diffusa difficoltà a trattenere competenze e a costruire imprese tecnologiche di scala, hanno un significato che va oltre il piano aziendale.
La struttura dell’operazione è un elemento che merita attenzione. Net Service Group ha scelto di non intervenire direttamente nell’acquisizione, ma di sostenere un percorso che valorizza due imprese radicate localmente, le loro competenze e il ruolo dei manager coinvolti anche come soci. Chicco Porcu, già presidente di Flosslab, assume la presidenza della nuova struttura integrata. Giuseppe Colistra mantiene il ruolo di CEO di GreenShare. Daniele Sanna, già COO di Flosslab, entra come consigliere nel nuovo consiglio di amministrazione. È una continuità gestionale che non è casuale: riflette la volontà di preservare il capitale umano e la cultura imprenditoriale che ha reso possibile la crescita di entrambe le realtà, integrandole in un sistema più ampio senza omologarle.
Le sinergie tecnologiche tra i due soggetti sono concrete e ben definite. Entrambe le aziende lavorano su tecnologie abilitanti — intelligenza artificiale, blockchain, IoT, Big Data — e hanno sviluppato nel tempo competenze applicative su mercati che si sovrappongono in modo significativo: la pubblica amministrazione locale, il trasporto pubblico locale e lo sviluppo delle smart cities. L’integrazione dei team rafforza la capacità di proposta verso questi mercati, permettendo di affrontare progetti più complessi e articolati con una profondità di competenze che nessuna delle due aziende avrebbe potuto esprimere da sola. GreenShare porta in dote la specializzazione nella mobilità intelligente e una rete di clienti nazionali nel settore del trasporto sostenibile. Flosslab porta la struttura, la governance e l’accesso alle risorse di un gruppo industriale organizzato.
Gianluca Ortolani, CEO di Net Service Group, ha inquadrato l’operazione all’interno di una strategia di crescita che si sta costruendo con coerenza. L’ingresso di GreenShare segue quello di Oikos Area, avvenuto a fine 2025, e conferma la direzione: costruire una rete di imprese specializzate capaci di collaborare in modo sinergico, generando più valore per i clienti e per i territori in cui operano. La Sardegna, in questa visione, non è una periferia da presidiare ma un territorio ricco di competenze, visione e potenziale su cui investire con convinzione.
Chicco Porcu ha usato la parola “paradigmatica” per descrivere questa acquisizione, e la scelta lessicale è precisa. Dimostrare che dalla Sardegna possono nascere e crescere operazioni capaci di generare sviluppo a partire dalle energie locali è un messaggio che ha un destinatario più ampio dei soli protagonisti dell’operazione. L’ecosistema dell’innovazione sardo ha una storia che risale agli anni Novanta, quando il CRS4 e le prime realtà tecnologiche dell’isola cominciarono a costruire una presenza riconoscibile nel panorama nazionale. Quella storia ha prodotto competenze, reti di relazioni e una cultura imprenditoriale che oggi trova in operazioni come questa una delle sue espressioni più mature.
Giuseppe Colistra, dalla prospettiva di chi guida GreenShare, descrive l’operazione come un’accelerazione. Entrare in un gruppo strutturato come Net Service significa poter contare su economie di scala, sinergie industriali e opportunità di sviluppo delle soluzioni che una realtà indipendente di piccole dimensioni fatica a costruire da sola. La specializzazione nella mobilità intelligente rimane il cuore dell’identità aziendale, ma con una capacità rafforzata di affrontare mercati più ampi e progetti di maggiore complessità. È la traiettoria tipica di un’azienda tecnologica che ha dimostrato la validità del proprio modello su scala locale e ora ha gli strumenti per portarlo su scala più ampia.
L’operazione è stata supportata da Big Partners in qualità di advisor finanziario, con un team guidato dal Senior Partner Maurizio Baldassarini, dallo Studio Legale Eruzzi per gli aspetti legali e da Banco di Sardegna — BPER come banca partner. La presenza di questi soggetti attorno all’operazione dice qualcosa sulla sua struttura e sulla serietà con cui è stata costruita: non un accordo informale tra realtà che si conoscono, ma una transazione costruita con rigore professionale e attenzione agli equilibri di lungo periodo.
Quello che rimane, al termine della lettura di questa operazione, è la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che in Sardegna accade ancora troppo raramente: imprese tecnologiche nate dalla ricerca universitaria che crescono fino a diventare oggetto di operazioni di consolidamento industriale, senza perdere il legame con il territorio che le ha generate. È un modello che merita di essere raccontato, replicato e sostenuto, perché è da queste traiettorie che si costruisce nel tempo un ecosistema dell’innovazione capace di durare.
