Coste e aree interne come sistema unico: la Sardegna alla Venice Climate Week con la visione di una pianificazione integrata per il cambiamento climatico
Per decenni la governance del territorio ha ragionato per comparti: la costa come problema a sé, le aree interne come un altro capitolo ancora. Il cambiamento climatico ha reso evidente che questa separazione non funziona. I fenomeni di erosione costiera e le variazioni nei regimi idraulici non si fermano ai confini amministrativi. Le pressioni demografiche si spostano tra zone diverse senza rispettare le divisioni istituzionali. Governarle richiede una visione di sistema.
È con questa prospettiva che la Regione Sardegna ha preso parte alla Venice Climate Week, appuntamento internazionale dedicato alle politiche di adattamento climatico e alla governance dei territori. L’assessore Francesco Spanedda ha portato il contributo della Regione al tavolo dedicato alla governance delle aree costiere. Il confronto ha coinvolto amministrazioni regionali e locali, Autorità portuali e centri di ricerca. Il tema al centro del dibattito: come costruire strumenti di pianificazione capaci di rispondere alle trasformazioni in corso.
Il messaggio che la delegazione sarda ha portato a Venezia è preciso. Coste e aree interne vanno governate insieme, come un sistema unico e interdipendente. È un’affermazione che sembra ovvia, ma che nella pratica della pianificazione territoriale viene sistematicamente ignorata: i piani costieri guardano al mare, i piani per l’entroterra guardano all’interno, e i due mondi raramente dialogano in modo strutturato. L’adattamento climatico richiede invece che questo dialogo avvenga in anticipo rispetto agli eventi. Serve costruire strumenti di pianificazione capaci di leggere l’intero territorio come un sistema organico. Costruire questi strumenti è il nodo tecnico e politico che molte regioni europee stanno cercando di sciogliere.
Spanedda ha articolato questa posizione in termini che vanno oltre la protezione delle linee di costa: il cambiamento climatico riguarda il modo in cui si mettono in relazione territori, comunità e livelli di governo. «Per questo il rapporto tra aree costiere e aree interne sarà uno dei temi che accompagneranno il lavoro di revisione del Ppr, nella prospettiva di una pianificazione più integrata e coerente con le trasformazioni in atto», ha dichiarato l’assessore.
La revisione del Piano paesaggistico regionale è il contesto operativo in cui queste riflessioni trovano applicazione concreta. Il Ppr è lo strumento con cui la Sardegna regola l’uso del territorio, le trasformazioni edilizie e la tutela dei paesaggi naturali e culturali. Aggiornarlo nella prospettiva dell’adattamento climatico significa incorporare nella pianificazione ordinaria la capacità di anticipare le trasformazioni future. Le pressioni del cambiamento climatico su ambienti, infrastrutture e comunità devono essere parte del ragionamento pianificatorio. È un lavoro tecnico e istituzionale di lungo respiro, che richiede la cooperazione tra livelli diversi di governo.
La Venice Climate Week è uno degli spazi dove queste elaborazioni vengono confrontate con le esperienze di altri territori. La partecipazione al tavolo sulla governance costiera ha permesso alla Regione di misurare la propria visione con quella di istituzioni e centri di ricerca internazionali, verificare convergenze di approccio e contribuire a un dibattito che ha ricadute concrete sulle politiche territoriali. Per un’isola con un’estesa linea di costa e vaste aree interne soggette a spopolamento, il tema dell’adattamento climatico ha una dimensione particolarmente concreta.
L’approccio che la Sardegna porta avanti ha una rilevanza che supera i confini dell’isola. Il modello di pianificazione integrata costa-interno rappresenta una risposta al problema più generale della frammentazione della governance territoriale, che affligge molte regioni italiane ed europee. Quando si separano artificialmente le politiche costiere da quelle per le aree interne, si perde la capacità di capire le interdipendenze. La pressione turistica, i flussi migratori interni e la variazione delle risorse idriche si alimentano e si influenzano reciprocamente. La crisi climatica non conosce queste divisioni. La risposta istituzionale deve imparare a non conoscerle.
La partecipazione alla Venice Climate Week si inserisce in una progressiva costruzione di visione e di strumenti. L’integrazione tra politiche costiere e politiche per le aree interne è un obiettivo complesso. Richiede coordinamento istituzionale, dati aggiornati e la disponibilità di tutti i livelli di governo a ragionare su scala sistemica. Il lavoro di revisione del Piano paesaggistico regionale sarà il banco di prova concreto di questa visione. Il percorso è aperto. La direzione è stata indicata a Venezia.
