Club Sardegna ASD in Senegal: Claudio Pani e Angelo Agus a Dakar e Saly per portare il modello sardo nel calcio giovanile africano
Sono rientrati da pochi giorni. Claudio Pani e Angelo Agus, due dei fondatori di Club Sardegna ASD, hanno appena concluso una missione in Senegal che ha portato il progetto nato nel 2022 a Cagliari davanti agli interlocutori più importanti del calcio giovanile africano. Dakar e Saly, due città diverse per carattere e funzione, ma entrambe decisive per costruire le fondamenta di quello che potrebbe diventare il primo campus formativo ispirato al modello sardo nel continente africano.
Club Sardegna ASD nasce dall’incontro tra Andrea Podda, Angelo Agus, Vittorio Sanna e Claudio Pani con un obiettivo preciso: formare i giovani calciatori sardi come persone prima che come atleti, coinvolgendo famiglie, società sportive e allenatori in un sistema integrato di sviluppo. In cinque anni, migliaia di ragazzi provenienti da tutta la Sardegna hanno attraversato questo percorso. I risultati hanno confermato che il metodo funziona. Il passo successivo era naturale: portare quel modello oltre i confini dell’isola.
Il Senegal è il paese scelto per questo salto. La scelta non è casuale. È una nazione in rapida evoluzione economica, con una popolazione giovane e un tessuto sportivo in crescita, dove il calcio ha un peso culturale profondo e dove la domanda di formazione di qualità supera largamente l’offerta disponibile. Alessandro, che gestisce le relazioni internazionali del club, ha preparato il terreno per una missione che si è rivelata più ricca di quanto i fondatori si aspettassero.
A Dakar, Pani e Agus hanno incontrato Abdoulaye Fall, presidente della Federazione Senegalese di Calcio. È un incontro che pesa, perché il presidente di una federazione nazionale è la figura che determina le politiche di sviluppo del calcio giovanile di un intero paese. Presentare il modello Club Sardegna a questo livello significa portarlo direttamente nel cuore decisionale del sistema calcistico senegalese, non alla sua periferia. La ricezione è stata positiva, e l’interlocuzione aperta.
A Saly, città costiera che rappresenta uno dei poli economici e turistici più dinamici del paese, l’incontro con il sindaco ha aggiunto una dimensione territoriale alla missione. Saly non è solo un centro amministrativo: è una realtà in forte espansione, con disponibilità di terreni e una vocazione agli investimenti esteri che il sindaco ha confermato mettendosi direttamente a disposizione di chi vuole costruire qualcosa di concreto sul territorio. Per un progetto come il campus formativo, avere il supporto istituzionale locale è una condizione necessaria, non accessoria.
Il campus è l’obiettivo centrale dell’intera missione. L’accordo è in fase di finalizzazione e verrà chiuso entro la fine dell’anno. La struttura dovrà replicare il modello che Club Sardegna ASD ha sviluppato in Sardegna: un percorso che mette al centro la programmazione del ragazzo, i valori, il coinvolgimento delle famiglie, e che considera la crescita sportiva come parte di uno sviluppo più ampio della persona. Trasferire questo approccio in un contesto africano richiede adattamento, ma il nucleo rimane lo stesso.
La logica che guida Club Sardegna ASD è quella dell’economia circolare applicata alla formazione: chi ha ricevuto qualcosa trova il modo di restituirlo, e chi arriva porta con sé qualcosa di utile per chi lo accoglie. In Senegal questo si traduce in un trasferimento di competenze metodologiche verso un paese che ha il potenziale umano e la volontà istituzionale per accoglierle. Dall’altra parte, il contatto con una realtà sportiva così diversa porta al club sardo nuove prospettive, nuove reti e la possibilità di consolidare un posizionamento internazionale che cinque anni fa non esisteva nemmeno come idea.
Pani e Agus sono tornati con incontri fatti, relazioni costruite e un accordo da firmare entro l’anno. Il modello Club Sardegna sta per mettere radici in Africa.
