Operatori giapponesi in Sardegna dopo Foodex 2026: visite in azienda, incontri B2B al Teatro Lirico e una strategia di internazionalizzazione che guarda all’Asia-Pacifico
Dieci distributori e importatori giapponesi della grande distribuzione organizzata e due giornalisti della stampa specializzata nipponica sono sbarcati in Sardegna per conoscere da vicino quello che a marzo avevano visto in fiera. La visita è la naturale continuazione della partecipazione della Regione a FOODEX Japan 2026, la principale fiera alimentare giapponese, dove otto imprese sarde avevano presentato vino, pane carasau, tonno, bottarga e pecorino a una platea di operatori internazionali.
Portare i buyer in Sardegna, invece di fermarsi all’appuntamento fieristico, è la scelta che distingue un programma di promozione da una strategia di internazionalizzazione. Un importatore che visita un caseificio a Mandas, che cammina tra le vasche di una tonnara a Carloforte, che assaggia un vino nelle cantine di Sanluri, porta con sé un’informazione che nessuno stand di fiera riesce a trasmettere: la comprensione del territorio e del sistema produttivo che sta dietro al prodotto.
Il programma si è articolato in due giornate. La prima ha portato la delegazione in visita a una selezione di aziende, divisa per filiera. Gli operatori del comparto ittico e dei condimenti hanno visitato Carloforte Tonnare e CP&G a Villacidro. Quelli dedicati a vini e formaggi hanno percorso un itinerario tra le Cantine Trexenta a Senorbì, il Caseificio Antonio Garau dal 1880 a Mandas e le Cantine Su Entu a Sanluri. Cinque realtà produttive diverse, cinque territori diversi, cinque modi di raccontare l’agroalimentare sardo attraverso luoghi e persone invece che attraverso schede tecniche.
La seconda giornata si è spostata al Teatro Lirico di Cagliari per undici incontri B2B tra gli operatori giapponesi e altrettante imprese sarde dei settori ittico, caseario, oleario, vitivinicolo e della panificazione. Ai lavori era presente anche l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani.
«Con questa iniziativa proseguiamo un lavoro che la Regione porta avanti da diversi anni sul mercato giapponese», ha dichiarato Cani. «L’obiettivo è dare continuità alla presenza della Sardegna a FOODEX e creare occasioni di incontro diretto tra gli operatori internazionali e il nostro sistema produttivo. Portare gli operatori giapponesi nell’Isola significa far conoscere i nostri prodotti, ma anche le aziende, i territori e le capacità produttive che stanno alla base delle nostre produzioni agroalimentari».
Il Giappone è un mercato con caratteristiche specifiche che lo rendono rilevante per il segmento alto della produzione agroalimentare italiana. I consumatori giapponesi hanno una cultura della qualità alimentare tra le più sviluppate al mondo, una disponibilità di spesa significativa per i prodotti di eccellenza e una curiosità verso le denominazioni geografiche europee che si è consolidata negli ultimi decenni. Per le produzioni sarde, che hanno nella territorialità e nella riconoscibilità due dei propri punti di forza, il mercato giapponese offre condizioni di posizionamento che pochi altri mercati replicano.
La logica della continuità è al centro di questo programma. FOODEX 2026 ha generato relazioni commerciali. Il programma di incoming ha trasformato quelle relazioni in conoscenza diretta. La Regione ha già avviato l’iter per FOODEX Japan 2027, confermando una presenza che non si esaurisce nel singolo appuntamento fieristico ma costruisce, anno dopo anno, una presenza strutturata nel mercato giapponese e nell’area Asia-Pacifico.
Per le undici imprese sarde che hanno partecipato agli incontri B2B al Teatro Lirico, quella giornata ha rappresentato un accesso diretto a una fascia di operatori che normalmente richiederebbe anni di lavoro autonomo per essere raggiunta. Avere i buyer in sala, con un programma di incontri organizzato e un contesto istituzionale che attesta la serietà del sistema produttivo regionale, abbassa la soglia di ingresso in un mercato complesso e competitivo.
Il percorso dal tonno di Carloforte alle cantine del Campidano, fino alla sala del Teatro Lirico di Cagliari, racconta qualcosa di preciso su come si costruisce l’internazionalizzazione dell’agroalimentare. La fiera apre la porta. Le visite in azienda costruiscono la fiducia. Gli incontri B2B producono le relazioni commerciali. La continuità negli anni consolida la presenza. È una sequenza che richiede tempo e investimento costante, e che la Regione sta seguendo con metodo da diversi anni su questo mercato specifico.
