Aree PIP, 19 milioni per Comuni sardi: domande entro il 28 ottobre per spazi produttivi destinati ad artigiani e piccole imprese
Centoventi Comuni sardi hanno già beneficiato dei bandi precedenti per le aree PIP. Adesso la Regione riapre con 19 milioni di euro e una finestra di domande che si chiude il 28 ottobre 2026 alle ore 12. Possono partecipare i Comuni, anche in forma associata, le Unioni di Comuni e le Comunità montane.
Le aree PIP, Piani per gli Insediamenti Produttivi, sono gli spazi che gli enti locali organizzano per ospitare artigiani e piccole imprese. Forniscono lotti attrezzati, infrastrutture, accessi viabilistici, allacciamenti: tutto ciò che serve a una piccola attività per insediarsi in modo ordinato senza dover costruire da sola il contesto in cui operare. Per molte imprese artigiane, disporre di uno spazio adeguato in un’area attrezzata fa la differenza tra crescere e restare ferme.
I 19 milioni sono ripartiti su tre linee di intervento. Otto milioni finanziano la realizzazione di aree PIP nuove, sette vanno agli ampliamenti di quelle esistenti e quattro coprono il miglioramento delle infrastrutture. Le risorse eventualmente non assegnate in una linea possono essere spostate sulle altre, garantendo flessibilità nell’utilizzo complessivo del fondo.
Attenzione alla distribuzione temporale. Lo stanziamento complessivo è spalmato su tre anni: 2 milioni nel 2026, altri 2 nel 2027 e 15 nel 2028. La parte più consistente arriva nell’ultima annualità. Chi progetta su questi fondi deve tenerne conto nella pianificazione dei lavori: l’avvio della raccolta di domande non equivale all’assegnazione immediata delle risorse.
L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani ha indicato tra le priorità i Comuni che non dispongono ancora di queste aree. È una logica redistributiva che amplia la copertura territoriale del sistema produttivo locale: portare le aree PIP dove non esistono significa creare le condizioni perché l’artigianato e le piccole imprese possano radicarsi anche in territori che finora ne erano sprovvisti.
Il dato sui 120 Comuni già raggiunti dai bandi precedenti dice qualcosa sulla dimensione del programma nel tempo. La Sardegna conta 377 Comuni: una copertura di circa un terzo suggerisce che lo spazio per nuovi interventi è ancora ampio, e che la logica della priorità ai Comuni senza aree produttive risponde a un’esigenza reale del territorio.
Per i singoli artigiani e le piccole imprese questo bando è indiretto. Sono i Comuni a presentare i progetti, non le attività produttive. Ma l’effetto sulle imprese è concreto: uno spazio produttivo attrezzato in un’area PIP abbassa i costi di insediamento, migliora le condizioni operative e facilita l’accesso a servizi condivisi che singolarmente sarebbero inaccessibili. Avere un lotto in un’area organizzata, con infrastrutture già presenti, cambia la matematica dell’avvio e della crescita di una piccola attività.
I Comuni interessati hanno tempo fino alle ore 12 del 28 ottobre per presentare domanda. Venti giorni dalla data di oggi. Abbastanza per chi ha già un progetto in cantiere, stretto per chi deve costruire la proposta da zero. Le risorse non assegnate nella prima scadenza potranno confluire nelle linee con maggiore domanda, ma la tempistica è quella fissata dall’avviso.
Diciannove milioni per infrastrutture produttive locali. Pochi rispetto ai numeri dei grandi programmi europei, ma sufficienti a costruire o ampliare decine di aree in altrettanti Comuni. Per il tessuto artigianale e delle piccole imprese sarde, che opera spesso in condizioni di spazio inadeguato o in aree non attrezzate, ogni area PIP nuova o migliorata è un’infrastruttura che abilita crescita concreta.
