Business innovation in MBS Sardegna: il 20 e 21 ottobre Egidio Murru e Daniele Vitali portano la trasformazione digitale sul palco
Cinquant’anni di esperienza cumulata. Due imprenditori che hanno attraversato ogni fase della trasformazione digitale dall’interno, costruendo aziende, sbagliando, correggendo, crescendo. Il 20 e 21 ottobre Egidio Murru e Daniele Vitali salgono sul palco di MBS Sardegna per due giornate dedicate al tema Business Innovation.
Murru è co-founder di Webidoo, azienda italiana specializzata in innovazione digitale e intelligenza artificiale per le imprese. Venticinque anni nel mondo della tecnologia, dell’innovazione e della vendita. Un percorso che non si è fermato alla dimensione tecnica: il filo conduttore del suo lavoro è il rapporto tra persone, tecnologia e AI, e come quel rapporto ridisegna i modelli di business. L’intelligenza artificiale è già dentro molte aziende. La domanda che Murru porta in sala riguarda il dopo: come cambiano le decisioni, i processi e le relazioni quando c’è.
Questa è la differenza tra chi parla di AI come fenomeno e chi la gestisce come strumento operativo. Murru appartiene alla seconda categoria da quando quella distinzione non era ancora chiara ai più.
Daniele Vitali ha co-fondato Punto Com nel 2001 insieme a Mauro Quaini. L’anno conta: nascere nel 2001 nel settore IT significa aver cominciato pochi mesi dopo lo scoppio della bolla dot-com, quando la disillusione verso il digitale era al massimo. Venticinque anni dopo, l’azienda esiste ancora. Quella continuità dice qualcosa sulla solidità dell’approccio.
Il metodo di Vitali segue una sequenza precisa. Prima si capisce cosa fa l’azienda e dove vuole arrivare. Poi si sceglie la tecnologia. Sembra ovvio. Nella pratica viene quasi sempre invertito: la maggior parte delle aziende che approcciano la trasformazione digitale parte dagli strumenti disponibili, adotta una piattaforma, un software, un sistema di gestione, senza aver prima definito il problema da risolvere. Il risultato è una digitalizzazione che aggiunge complessità senza generare i risultati attesi. Vitali questo meccanismo lo conosce bene, perché ha visto sia le aziende che lo sbagliano sia quelle che lo fanno in modo corretto.
Portare in sala due relatori con questo profilo significa offrire agli imprenditori sardi qualcosa che la formazione teorica non riesce a dare: la visione di chi ha costruito aziende in questo settore, ha affrontato i passaggi critici dall’interno e può raccontarli con la concretezza di chi ci è passato, non di chi li ha studiati.
Il tema Business Innovation ha un’urgenza concreta. Le PMI italiane, e quelle sarde in modo ancora più marcato, si trovano in un momento in cui la trasformazione digitale non è più una questione strategica da pianificare nel medio termine. È un processo già in corso. Chi non ha ancora definito come integrare l’AI nei propri processi, come gestire i dati in modo strutturato, come costruire un’infrastruttura digitale che regga la crescita, accumula un ritardo che pesa. E pesa di più a ogni mese che passa.
Murru e Vitali portano due angolature diverse sullo stesso territorio. Il primo lavora sull’evoluzione dei modelli di business e sul rapporto tra le persone e le tecnologie emergenti. Il secondo parte dai processi aziendali e arriva alla tecnologia come soluzione di problemi reali. Due ingressi che, messi insieme in due giornate di lavoro, coprono quasi tutto il perimetro di ciò che serve a un imprenditore per fare scelte consapevoli in questo campo.
Sessanta imprenditori da tutta la Sardegna in sala. Un formato che permette confronto diretto, domande specifiche, risposte che tengono conto del contesto. MBS Sardegna funziona così da anni: uno spazio in cui chi lavora porta i propri numeri e i propri problemi, e chi è sul palco li tratta come materiale reale.
Il 20 e 21 ottobre saranno due giornate di questo tipo. Raramente la formazione offre una densità simile.
