Piano NEWGENS, 80 milioni per i giovani sardi: formazione, ricerca e lavoro qualificato nei settori tecnologici strategici
Ottanta milioni di euro, due programmi complementari, un obiettivo preciso: costruire il capitale umano della Sardegna nei settori in cui il mercato del lavoro europeo chiede competenze che l’isola fatica ancora a produrre in quantità sufficiente. La Giunta regionale ha approvato il Piano NEWGENS e le misure STEP, su proposta dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, dando forma a quello che si configura come uno degli investimenti più significativi mai realizzati dalla Regione Sardegna a favore delle giovani generazioni.
La dotazione complessiva arriva da due fonti distinte e complementari. Il Piano NEWGENS dispone di 44,2 milioni di euro, destinati a sostenere l’occupazione stabile, la creazione di impresa, il rafforzamento delle competenze e l’accompagnamento delle nuove generazioni verso un lavoro qualificato. Accanto a questa misura si colloca la Priorità STEP, acronimo di Strategic Technologies for Europe Platform, che stanzia ulteriori 35,88 milioni di euro specificamente per la formazione e l’occupazione nei settori tecnologici che l’Unione Europea ha identificato come strategici: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse, biotecnologie.
Entrambi i programmi attingono al Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, inquadrandosi in una pianificazione di lungo periodo che si estende fino al 2027. La scelta di concentrare queste risorse sui settori tecnologici strategici risponde a un’analisi precisa del mercato del lavoro europeo e delle aree di crescita attesa nella prossima decade. Deep tech, biotecnologie e tecnologie pulite sono ambiti in cui la domanda di professionisti qualificati supera strutturalmente l’offerta, con prospettive di occupazione stabile e remunerazione elevata per chi ha le competenze giuste.
La gamma degli interventi finanziabili è ampia. Comprende percorsi di upskilling, per aggiornare competenze già presenti, e reskilling, per chi deve acquisire competenze nuove in settori diversi da quello di formazione originaria. Sono previsti incentivi alle imprese che assumono personale qualificato, strumenti di microcredito per startup innovative, contratti di ricerca, master, borse di studio e dottorati realizzati in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari. Tra le misure approvate figura anche l’innalzamento dell’indennità massima dei tirocini extracurriculari finanziati dal Piano, fissata in mille euro lordi mensili, con l’obiettivo di rendere più accessibile e attrattiva la partecipazione a questi percorsi.
«Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare l’occupazione giovanile, ma migliorarne la qualità, investendo sulle competenze e creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio percorso di vita e di lavoro nella nostra Isola», ha dichiarato l’assessora Manca. La distinzione tra quantità e qualità dell’occupazione è rilevante. La Sardegna non soffre solo di tassi di disoccupazione giovanile elevati, ma di un mismatch strutturale tra le competenze disponibili sul mercato e quelle richieste dalle imprese più innovative. Formare giovani con competenze altamente specializzate in settori tecnologici strategici significa intervenire su quel mismatch, costruendo una base di capitale umano capace di attrarre investimenti e di sostenere la trasformazione del tessuto produttivo locale.
Un elemento qualificante del Piano riguarda la mobilità formativa. NEWGENS prevede la possibilità di formarsi anche fuori dalla Sardegna, con l’obiettivo esplicito di riportare poi le competenze acquisite al servizio dello sviluppo dell’isola. È un approccio che riconosce la realtà: alcune delle migliori opportunità formative e di ricerca si trovano in istituzioni che operano altrove. Intercettarle, accompagnare i giovani sardi verso questi percorsi e costruire le condizioni perché il loro ritorno sia conveniente è una strategia più efficace del tentativo di trattenere tout court chi vuole crescere professionalmente.
«Vogliamo accompagnare i nostri giovani nella formazione, favorire l’acquisizione di competenze sempre più qualificate e richieste dal mercato e trasformare anche le esperienze maturate fuori dalla Sardegna in un valore aggiunto per il nostro territorio», ha aggiunto Manca. La trasformazione dell’esperienza esterna in valore locale è un cambio di paradigma rispetto alla narrativa della fuga dei cervelli: non si nega che molti sardi vadano a formarsi e lavorare altrove, ma si costruisce un sistema per fare in modo che quella traiettoria diventi un percorso di ritorno, invece di una perdita definitiva.
L’attuazione dei programmi sarà affidata ad ASPAL, l’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro, in collaborazione con la Direzione generale del Lavoro, la Direzione generale della Pubblica Istruzione, le Università, gli enti di ricerca e il partenariato economico e sociale. È un sistema di governance che distribuisce la responsabilità su più soggetti istituzionali, riducendo il rischio di colli di bottiglia e aumentando la capacità di raggiungere target diversi con strumenti differenziati.
«Il capitale umano è la vera leva dello sviluppo della Sardegna», ha concluso l’assessora Manca. «Con il Piano NEWGENS e le misure STEP puntiamo a rafforzare il sistema produttivo, sostenere l’innovazione e trasformare la conoscenza in nuove opportunità di sviluppo per tutta l’isola». Ottanta milioni investiti sulla formazione di chi è all’inizio del proprio percorso professionale hanno un orizzonte temporale lungo. I risultati si misureranno in anni, attraverso l’occupabilità dei laureati nei settori tecnologici, la capacità delle startup sarde di competere sui mercati europei, e la tenuta delle nuove imprese innovative nate grazie al microcredito. È il tipo di investimento su cui si costruisce la prossima generazione di imprenditoria e ricerca sarda.
