Cagliari riceve 17 milioni dalla Regione per digitalizzazione, rigenerazione urbana e servizi di quartiere: il piano che guarda all’Europa
Diciassette milioni di euro per trasformare Cagliari in una città più digitale, più inclusiva e più capace di utilizzare gli spazi urbani come leva di sviluppo sociale. Risorse che arrivano dal Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027, approvate dalla Giunta regionale attraverso la Strategia territoriale “Cagliari digitale: strategia integrata per la città inclusiva e innovativa”, proposta dal vicepresidente e assessore alla Programmazione e al Bilancio Giuseppe Meloni. Lo strumento è l’Investimento Territoriale Integrato del Comune di Cagliari, che concentra in un unico quadro programmatico risorse e interventi con obiettivi precisi sul territorio.
La componente più consistente del pacchetto è quella dedicata alla digitalizzazione, con 13,1 milioni articolati in sei linee d’azione. I servizi per la città intelligente e la digitalizzazione dei processi amministrativi sono le voci più immediate, ma il piano include anche il sostegno alle nuove imprese e al trasferimento tecnologico, la realizzazione di gemelli digitali della città, l’interoperabilità dei sistemi informativi e il rafforzamento delle competenze digitali dei cittadini. È una strategia che non si limita all’ammodernamento dell’infrastruttura tecnologica dell’ente pubblico, ma punta a costruire un ecosistema in cui l’innovazione digitale produce effetti concreti sulla vita quotidiana e sulle opportunità economiche dei residenti.
Il concetto di gemello digitale merita un approfondimento. Si tratta di una replica virtuale della città, costruita attraverso dati in tempo reale, che permette di simulare scenari e ottimizzare la gestione di servizi come la mobilità, la distribuzione dell’energia o la gestione dei rifiuti. Sono strumenti già adottati in alcune delle principali città europee, e il loro inserimento nel piano cagliaritano dice qualcosa sull’orizzonte di riferimento che si sta cercando di raggiungere. L’assessore Meloni ha sottolineato che la strategia di Cagliari si colloca «a livello delle più grandi città europee», una valutazione che indica la qualità del progetto rispetto al panorama della politica di coesione comunitaria.
Accanto alla componente digitale, il piano destina 3 milioni e 830 mila euro alla rifunzionalizzazione dell’ex scuola di via Abruzzi, nel quartiere di Is Mirrionis. L’edificio dismesso sarà trasformato in un centro diurno per anziani e in un poliambulatorio di quartiere. È un intervento che ha una logica precisa: rispondere a bisogni concreti di una fascia di popolazione e di un territorio specifico, utilizzando uno spazio esistente che altrimenti continuerebbe a deteriorarsi. Is Mirrionis è uno dei quartieri centrali della città con le maggiori esigenze di servizi di prossimità, e un poliambulatorio di quartiere riduce la pressione sui presidi sanitari più grandi, avvicinando i servizi a chi ne ha bisogno. Il piano prevede anche la riqualificazione di spazi aperti per migliorare la qualità, l’accessibilità e la fruibilità degli spazi pubblici di quartiere.
Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha illustrato il contesto in cui questo finanziamento si inserisce: «Fin dall’insediamento, l’amministrazione ha lavorato per non perdere le ingenti risorse europee e utilizzarle per nuovi investimenti in città, in alcuni casi per finire lavori già iniziati. Così rafforziamo l’efficienza amministrativa, l’erogazione di servizi digitali sempre più evoluti, offrendo nuove occasioni di sviluppo e inclusione, prospettive occupazionali per i giovani e opportunità per le intraprese economiche e innovative». È un riferimento alla capacità di spesa dei fondi europei, tema storicamente critico per molte amministrazioni italiane, che spesso perdono risorse già assegnate per difficoltà nella progettazione o nell’attuazione degli interventi.
L’assessore Meloni ha inquadrato l’operazione in una cornice più ampia: «Gli Investimenti territoriali integrati rappresentano uno degli strumenti più innovativi della politica di coesione europea perché consentono di attuare strategie di sviluppo costruite sulle esigenze specifiche dei territori». Ha poi aggiunto che quello di Cagliari è il quarto dei sette interventi pianificati sulle principali città dell’isola, segnalando che si tratta di un approccio sistematico che attraversa l’intera Sardegna urbana. La coprogettazione tra Regione e Comune viene descritta come il metodo che ha permesso di definire interventi coerenti con le priorità del territorio e con i bisogni della comunità.
Il modello degli Investimenti Territoriali Integrati risponde a una critica ricorrente nella politica di coesione europea: quella di distribuire risorse in modo frammentato, attraverso bandi separati su tematiche diverse, producendo interventi scollegati tra loro. L’ITI concentra invece la programmazione, obbligando le amministrazioni a costruire una strategia unitaria in cui gli interventi si supportano a vicenda. La digitalizzazione dei servizi pubblici e la rigenerazione urbana di Is Mirrionis possono sembrare temi distanti tra loro, ma entrambi rispondono allo stesso obiettivo: rendere Cagliari una città in cui vivere e lavorare è più conveniente, più efficiente e più equo per tutti i suoi abitanti.
Diciassette milioni sono una cifra significativa per un piano urbano, ma la sua vera misura sta nella coerenza degli interventi e nella capacità di attuarli nei tempi previsti dalla programmazione europea. Cagliari ha ora un piano articolato, costruito con un metodo di coprogettazione, finanziato da risorse già disponibili e orientato verso standard che le grandi città europee stanno già applicando. Il passo successivo è la realizzazione, che trasformerà queste risorse in servizi concreti per i cittadini.
