Forte Village Resort, 40 milioni per il piano all’esclusività: nuove ville, tre chef stellati e ricavi 2025 a 93 milioni
Quando un resort di lusso decide di ridurre il proprio numero di camere, di solito succede qualcosa di interessante. Al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, nella provincia di Cagliari, questo processo è in corso da decenni e racconta una strategia precisa: nel 1995 le camere disponibili erano novecento. Al termine del piano di riqualificazione in corso, saranno settecentodue. Nel mezzo, c’è un percorso di concentrazione sull’esclusività che ha portato i ricavi 2025 a 93 milioni di euro, con un utile operativo di 38 milioni.
Il piano industriale al 2029-2030 prevede uno stanziamento complessivo di circa quaranta milioni di euro. A guidare la strategia è Magno Cristiani, resident manager del resort, che ha anticipato alcune delle prossime mosse. «Verranno realizzate altre tre ville esclusive, con uno spazio interno tra i 180 e i 370 metri quadri, per portare la disponibilità a 16, con piscine private e servizi premium h24», spiega. Le ville con quattro camere si confermano come le unità più richieste, segno che la clientela internazionale cerca spazio, riservatezza e continuità di servizio. Nel corso del 2026 verranno inoltre rinnovate altre 150 camere.
La logica sottostante è quella di chi ha capito che nel segmento del lusso la riduzione controllata dell’offerta può essere un vantaggio competitivo. Meno camere, più curate e più costose, in un contesto già rinomato a livello internazionale per la qualità dell’esperienza e la bellezza del paesaggio. L’obiettivo è intercettare la crescente quota di clientela alto-spendente che cerca qualità assoluta e, insieme, riservatezza. Un brand del calibro del Forte Village, immerso in un parco verde sulla costa meridionale sarda, ha le caratteristiche giuste per competere in questa fascia di mercato.
Tra le novità per la stagione 2026 c’è la creazione di un’area ludica per le famiglie, pensata per ampliare l’accessibilità del resort ai nuclei con bambini. L’elemento più insolito è però la zip line che attraverserà il bacino idrico del resort: un’attrazione che porta nel perimetro del Forte Village una componente di adrenalina difficile da trovare in un contesto di questo livello. È anche stata riqualificata la piazzetta centrale, intervenendo sull’aspetto architettonico e sulle soluzioni per una migliore gestione delle acque piovane, con sistemi di permeabilità più efficaci.
Sul fronte della ristorazione, il Forte Village può contare su ventisette ristoranti, un numero che pochi resort al mondo possono vantare. La stagione 2026 segna il ritorno dello chef Andrea Berton, con la sua cucina stellata, che si affianca ai ristoranti firmati da Heinz Beck e Carlo Cracco. È una tripletta che dice qualcosa di preciso sul posizionamento del resort: la componente gastronomica è parte integrante dell’esperienza, capace di richiamare da sola una clientela disposta a fare scelte di destinazione anche in funzione di chi è in cucina.
Il core business del Forte Village è la clientela leisure, ma il turismo congressuale e degli eventi aziendali vale circa un quarto del fatturato. È un segmento che il management ha coltivato con attenzione, proprio per la sua capacità di distribuire i flussi nei periodi di minore affluenza. «Ci aiuta a destagionalizzare», spiega Cristiani, che però evidenzia anche il principale ostacolo strutturale alla crescita: la connettività aerea. «Il problema sono i collegamenti aerei. Quelli con Londra, per esempio, sono operativi da maggio a metà ottobre mentre il Forte è aperto dalla fine di marzo al 1° novembre. Alla Sardegna servono collegamenti più in linea con la domanda turistica internazionale», aggiunge.
La dimensione degli eventi aziendali ha raggiunto livelli di notorietà internazionale. Il 2024, anno record con 95,3 milioni di ricavi e 43 milioni di utile operativo, ha beneficiato anche di due grandi appuntamenti Mice. Tra questi, la sfilata della collezione Alta Moda di Dolce & Gabbana. È il tipo di evento che trasforma una destinazione in un set, che porta copertura mediatica globale e attrae il pubblico dei media internazionali. Per un resort come il Forte Village, è insieme un risultato economico e un posizionamento di immagine difficile da comprare altrimenti.
I numeri del 2025 – 93 milioni di ricavi e 38 milioni di utile operativo – segnano un fisiologico rientro rispetto all’anno precedente, che Cristiani stesso definisce «il migliore di sempre». La tendenza strutturale, però, è quella di un resort che ha imparato a crescere in valore mentre riduceva in volume. Quaranta milioni di investimenti entro il 2030 per un’infrastruttura che sarà più piccola, più esclusiva e più profittevole. Il mercato del lusso globale sembra pronto ad accogliere questa direzione. La costa meridionale della Sardegna, con il suo parco verde e i suoi pini, è già il luogo giusto. Resta da costruire la parte che nessuna villa con piscina può offrire da sola: i voli per arrivarci tutto l’anno.
